Il Tirreno

fronte del palco 

Si può dare di più, sul palco sono vento

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Si può dare di più, mi ripeto un istante dopo aver lasciato il palco dell’Ariston per raggiungere le quinte ed essere inghiottita dalle domande del giornalismo, mai sazio di sapere come stai prima dopo e durante il tuo «momento». A ogni risposta cerco di convincere i miei interlocutori che avrei potuto dare di più se solo quel palco fosse meno crudele nel ricordarmi la sua grandezza nonostante le dimensioni microscopiche del teatro. Decido di essere vento durante l’esibizione e non farmi condizionare da quella serie di imprevisti di cui avevo tenuto conto e di cui nessuno ormai parlava più in camerino perché gli ostacoli principali da superare erano diventati le scale e il respiro.

Affrontate con scioltezza le prime e misurato il secondo ho combattuto contro un top che dal primo istante della canzone ha deciso di abbandonarsi alla forza di gravità e a tenerlo in alto il mio istinto di sopravvivenza ora non più concentrato solo sull’esibizione ma anche al terminarla egregiamente, ‘ché non avrei saputo replicare la bellezza di Achille Lauro. Messo a tacere il mio giudice interiore, il più cattivo, il più crudele, il più cinico, mi sono perdonata per aver detto a me stessa fino alla fine della notte che avrei potuto dare di più, perché io avevo dato di più, oltre ogni imprevisto, anche quelli invisibili agli occhi. E invisibile è il futuro che non posso prevedere ma che voi conoscerete già considerando che vi parlo dal passato e che avrete scoperto quanto di più daremo stasera io, Francesca Michielin e Maria Antonietta e quanto sarà bello Magmamemoria MMXX. —

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