Il Tirreno

fronte del palco 

Difendiamo il nostro mazzo di fiori

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Non è sempre tutto rose e fiori. La prima alba sanremese prosegue con l’entusiasmo dell’arrivo nonostante il sonno breve e disturbato. Per aiutarmi a rimanere concentrata mi ripeto che di palchi ne ho caricati parecchi e che so come si fa, so come deve andare. So come andrà.

Falso. Nulla di più sbagliato.

Perché ad ogni gradino che salirai per arrivare fin su, grida una voce dentro; ad ogni gradino che scenderai per arrivare fin giù «sulla stella rossa» dove in molti ti aspettano da tempo, ti aumenterà il battito cardiaco, ti diminuirà il respiro e la secchezza delle fauci sarà tutto quello che cercherai di combattere.

L’unica cosa che potrà salvarti sarà la forza del tuo istinto superiore. Quello che, oltre ogni complicazione fisica, oltre qualsiasi imprevisto, ti farà arrivare alla fine della tua corsa, come un atleta in una corsa ad ostacoli, dritta al traguardo, lasciando indietro tutti i mostri interiori che ti avevano detto che non ce l’avresti fatta.

E sono solo le prove. Il tappeto rosso, poi, è un bagno di folla, lungo come una serpentina infinita fino al Palafiori, tra grida, foto, rituali, tradizione, con in mano un mazzo di fiori belli, anemoni, piccole peonie, ranuncoli.

L’ho regalato a una donna che non lo voleva. .. la vita a volte è ingiusta.

Cantando per la prima volta Tikibombom vorrei soltanto divertirmi, allontanando la retorica dell’emozione, e comunicare a tutti che abbiamo davvero qualcosa di speciale da difendere, anche soltanto un mazzo di fiori. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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