Attenzione
Il sogno distrutto della mini libreria nel borgo
I danni sono gravissimi: era stata creata dalla poetessa Alba Donati a Lucignana in Garfagnana
Un raggio di sole illumina la copertina annerita di “Alice nel paese delle meraviglie”. Il romanzo di Carroll è stato il primo a far parte della piccolissima libreria “Sopra la penna” di Alba Donati, inaugurata il 7 dicembre scorso nel borgo garfagnino di Lucignana. Quello di Lewis Carroll è uno dei volumi che è stato risparmiato, almeno in parte, dall’incendio che nella notte tra mercoledì e giovedì ha devastato un luogo magico, quella libreria tra le montagne tanto voluta da Alba Donati al punto da organizzare un crowdfunding per racimolare i soldi necessari ad aprirla. Diecimila euro sono serviti per tirarla su la prima volta e ora altrettanti – secondo la dolorosa stima dei danni fatta dalla stessa poetessa nonché presidentessa, dal 2016, del Gabinetto Vieusseux di Firenze – ne serviranno per ridare vita alla sua libreria.
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Dentro, le pareti in legno, sono tutte annerite, la fuliggine ha coperto i vetri della finestra e della bellissima porta che spalancava a un orizzonte di libri meticolosamente sistemati in appositi ripiani realizzati su misura dal falegname di Lucignana, Giovanni Dinelli. Nulla è stato risparmiato: gli arredi sono andati quasi del tutto distrutti e dei 600 libri che si trovavano all’interno circa 400 sono stati danneggiati. Nei sacchi neri tutto quello che non è recuperabile ma per i libri è giusto fare qualche tentativo in più. «Io sono l’unica che non ha pianto – racconta la poetessa ancora parecchio scossa per l’accaduto – gli abitanti di Lucignana mi hanno mostrato subito la loro vicinanza in questo momento di difficoltà. Ho visto tante facce tristi e lacrime e poi come per l’alluvione di Firenze ho visto tanti angeli del fumo rimboccarsi le maniche, dividere i libri, pulirli e ricominciare. Ho visto una storia brutta farsi racconto di una comunità».
Ad accorgersi che qualcosa stava bruciando all’interno della libreria è stato un abitante del paese, Claudio Orlandi che, intorno alle 5.30 del mattino, ci è passato davanti diretto al lavoro. Sulla strada ha incrociato il figlio che stava tornando a casa dopo il turno di notte e gli ha detto di andare a controllare cosa stesse succedendo. «Appena sono arrivato lì mi sono accorto che qualcosa stava bruciando – spiega Michele Orlandi – ho visto qualche fiamma dalle intercapedini tra le travi. Quando poi ho aperto la porta le fiamme sono diventate più alte. Sono andato alla ricerca di acqua e ho iniziato a spegnere il fuoco con bottiglie trovate nelle finestre delle case del paese. Poi ho chiesto aiuto anche a mia madre Alessandra e insieme abbiamo iniziato a riempire i secchi dalla fontana qui vicino e siamo riusciti a domarlo senza bisogno di chiamare i vigili del fuoco». Quale sia stata la causa dell’incendio al momento nessuno sa dirlo con certezza. Ma fra le ipotesi c’è quella di un corto circuito nella macchinetta del caffè che si trovava su un tavolino nell’angolo della libreria che ha riportato i danni maggiori.
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«Io stavo dormendo in quel momento – dice Alba Donati, che abita a pochi passi dalla libreria – e mi è venuta a chiamare Alessandra dicendomi: “Sta andando a fuoco la libreria!”. Ho pensato che non potesse essere vero. Io credo che non sia doloso – continua – perché la libreria è bruciata da dentro anche se è vero che gli invidiosi esistono. Potrebbe essere partito tutto dalla macchinetta del caffè che era attaccata alla corrente ma che ha lo spegnimento automatico. Mi dispiace che siano andate completamente distrutta la lampada di Laura Ashley a cui tenevo tantissimo e delle tazzine tutte diverse, come quelle di Alice nel paese delle meraviglie, che avevo comprato a New York. Poi sono bruciati tutti i tè che erano appena arrivati da Londra oltre ovviamente ai libri: la maggior parte non è più vendibile. Uno si è salvato del tutto e questa cosa mi ha colpito. È il libro di Greta Thunberg “La nostra casa è in fiamme”».
Ora il pensiero di Alba Donati va alle spese che dovrà sostenere per riaprire la libreria. «Penso che i libri che non sono più vendibili ma che ancora si possono leggere li regaleremo – conclude – in questo mese e mezzo in libreria ci sono state un migliaio di persone. Forse farò un altro crowdfunding per trovare i 10.000 euro che mi servono per riaprire. Non so». Intorno a lei una decina di persone puliscono e si danno da fare come possono: «Vedrà che a marzo la libreria riaprirà». —
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