Il Tirreno

Un’installazione a londra e un docufilm 

Sky festeggia i seicento anni della cupola del Brunelleschi

Sky festeggia i seicento anni della cupola del Brunelleschi

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LONDRA. Un’interpretazione in scala e in chiave moderna della cupola di Filippo Brunelleschi, per celebrare i 600 anni dalla costruzione del capolavoro che sormonta il duomo fiorentino di Santa Maria del Fiore. È l’opera commissionata da Sky Arte all’artista britannico Luke Jerram, inaugurata a Londra nel cuore della movimentata zona di King’s Cross. Un’iniziativa legata al lancio di un sontuoso documentario che l’emittente manderà in onda a primavera a suggellare il 600° anniversario della creazione del grande maestro rinascimentale, in sfida alle conoscenze, allo scetticismo, alle convenzioni del proprio tempo.

Il programma, intitolato “Brunelleschi e le grandi cupole del mondo” è una produzione Sky Arts che racconta e illustra la nascita delle soluzioni tecniche utilizzate dal Brunelleschi per innalzare un capo d’opera ingegneristico e costruttivo mai visto prima. Ma anche per mostrare come il concetto di cupola si sia reiventato nei secoli e fra le epoche: fino all’espressione di archistar di oggi quali Norman Foster o David Libeskind.

Una reinvenzione a cui offre adesso un contributo pure Luke Jerram – artista emergente della scena britannica e internazionale – attraverso una diversa idea di cupola esposta al pubblico fino al 17 febbraio e collocata a Lewis Cubitt Square a Londra. L’inaugurazione dell’opera di Jerram – intitolata Palm Temple e realizzata a forma di spicchio, come una struttura di cupola con lamelle a spirale tagliata in due parti uguali e quindi ricomposta in verticale quasi come due mani giunte in preghiera – è coincisa con la fine delle riprese del documentario. Ed è avvenuta alla presenza dello stesso autore, il quale ha spiegato d’essersi «ispirato a Brunelleschi, e al suo percorso di artigiano-artista, non di architetto di formazione», per dare anima a un’installazione site-specific immaginata a mò di luogo di contemplazione, dove ogni visitatore può accedere, e di «collegamento tra cielo e terra» grazie anche ai riflessi del pavimento a specchio e alle trasparenze di un opera in legno e vetro che cambia colore a seconda della luce. «Un inno alla natura», in un mondo secolare, a surrogare il richiamo universale al divino di Filippo Brunelleschi, nella parole dell’artista di Bristol. Il cui messaggio si condensa nel tintinnio d’una campanella, al vertice del Tempio, sospinta dal vento. —

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