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Massimo Ranieri canta con Ferro «Dirigere il Festival? Perché no»
ROMA. A 32 anni dal trionfo al Festival di Sanremo, “Perdere l’amore” tornerà a riecheggiare nel Teatro Ariston. Massimo Ranieri la canterà insieme a Tiziano Ferro. Il Festival sarà anche l’occasione per presentare fuori gara una canzone inedita, “Mia ragione”, che anticipa la pubblicazione del nuovo album di Ranieri, in uscita in primavera. In futuro potrebbe anche accettare di fare il conduttore e direttore artistico. «Se me lo proponessero ci penserei, anche se mi si accappona la pelle», dice il cantante napoletano, 68 anni.
È contento dello «strano connubio» con Tiziano Ferro. Il duetto dovrebbe essere inserito in scaletta nella seconda serata della kermesse. «Tiziano ha dichiarato di essere rimasto fulminato quando nel 1988, davanti alla tv insieme al papà, mi vide a Sanremo con “Perdere l’amore”. È stato lui a cercarmi insieme ad Amadeus», racconta Ranieri.
Il nuovo album, frutto di anni di lavoro a distanza con Gino Vannelli, che ha anche curato gli arrangiamenti, «includerà – spiega – qualche inedito e molte piccole grandi canzoni del passato che non sono state grandi successi perché non le ho promosse, avendo lasciato la musica, in quegli anni, per dedicarmi di più al teatro». Alcuni esempi? “Via del conservatorio”, “Quando l’amore diventa poesia” (Sanremo ‘69), “’Le braccia dell’amore”. Un’altra canzone dell’album, cantata con Vannelli, è “We are brothers” (nella versione italiana “Siamo uguali”). Tra le tracce ci sarà anche “Je ne veu sais que toi”, il prezioso inedito che Charles Aznavour regalò a Massimo Ranieri, pochi anni prima di morire. «Mi disse: fanne ciò che vuoi. È un testo molto particolare e bello, adattato in italiano da Gianni Togni».
Tornando a Sanremo, dopo Morandi e Baglioni, Ranieri potrebbe valutare l’idea di lanciarsi nell’avventura della guida del Festival. » Certo che ci penserei – dice – anche se è una roba dantesca per la grande responsabilità che Sanremo comporta. Dovrei prendermi sei mesi di vacanza da concerti, teatro e film, ma sarei un ipocrita a dire che non valuterei la proposta«. Consapevole della eco mediatica di ogni cosa che accade nell’ambito di Sanremo, anche alla luce delle polemiche di quest’anno, Ranieri auspica un glorioso ritorno del Festival alle origini, «quando per alcuni giorni, in totale relax, si ascoltavano bellissime canzoni, con melodie e testi importanti, con grandissimi cantanti come Domenico Modugno, Claudio Villa, Johnny Dorelli. Ero un ragazzino, erano i miei divi, li guardavo e ascoltavo a bocca aperta. Sarebbe bello recuperare la spensieratezza di allora, quando, mentre il Paese cresceva e il Festival lasciava fuori la politica».
Ranieri sarà anche nel nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo “Odio l’estate” nelle sale dal 30 gennaio. —
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