Il Tirreno

carrara 

Il Teatro degli Animosi riapre con “Il giardino dei ciliegi”

Gabriele Rizza

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carrara. Nuova vita per il teatro degli Animosi. Che dopo una lunga attesa finalmente riapre al pubblico. Il sipario si era già levato il 30 novembre accogliendo il recital di Mariella Devia. Ora è tempo di prosa. Il cartellone 2020, nato in sinergia fra l’Amministrazione comunale carrarese e Fondazione Toscana Spettacolo, parte col piede giusto. Mercoledì infatti va in scena in esclusiva regionale “Il giardino dei ciliegi” di Cechov, firmato da Alessandro Serra, reduce dal successo di “Macbettu”, incoronato Premio Ubu 2017 come migliore spettacolo dell’anno.

L’ultimo dramma che Cechov scrisse pochi mesi prima di morire nel 1904, rivive in una ambientazione squisitamente minimalista, una scena spoglia dominata dal coro degli interpreti e sottolineata da pochi oggetti di riferimento. Un testo fondamentale del teatro moderno il giardino cecoviano. «Un capolavoro senza tempo dalla portata universale – spiega Serra – immerso in una dimensione di attesa che si ramifica fino ai nostri giorni. Nel giardino va in scena la vita, raccontata, come sempre in Cechov, con tutte le sue tenerezze e meschinità. Una drammaturgia che apre il Novecento, e ne anticipa sorprendentemente i tratti salienti: le grandi dittature, il capitalismo, la distruzione della natura in nome del progresso e dello sviluppo». Serra firma anche scene, luci e costumi mentre fra gli interpreti spiccano i nomi di Arianna Aloi, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Marta Cortellazzo Wiel.

La locandina degli Animosi abbraccia poi varie panoramiche, spesso proiettate sul contemporaneo. Così dopo Cechov, l’8 febbraio, gli Anagor propongono il loro ultimo lavoro, “Socrate il sopravvissuto. Come le foglie”, che prende spunto dal romanzo di Antonio Scurati e a seguire il primo marzo Nicola Zavagli presenta la fortunata versione on stage di “Kobane”, dal celebre fumetto di Zerocalcare. Il 19 marzo torna agli Animosi Virgilio Sieni con la sua “Natura delle cose”, ispirata al “De rerum natura di” Lucrezio, elaborata insieme a Giorgio Agamben, mentre fra lirica e comicità si muove l’esilarante “The opera locos”, degli spagnoli Yllana. Tocca poi il 29 marzo alla Gaia Scienza riproporre qualla “Rivolta degli oggetti”, che nel 1976 segnò l’inizio della storia della compagnia creata da Giorgio Barberio Corsetti, Marco Solari e Alessandra Vanzi; segue il 31 marzo la pluripremiata Silvia Gribaudi con “Graces”, performance birichina ispirata alla scultura del Canova, e a chiudere la stagione sarà il 18 aprile la compagnia marionettistica Carlo Colla &Figli con “L’italiana in Algeri”. Infine il 27 febbraio arriva Vinicio Capossela col “Bestiario d’amore”, per i 30 anni di carriera. —

Gabriele Rizza

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