Gioco
Il ritorno di Sabrina Salerno 29 anni dopo “Siamo donne”
«Voglio illuminare Sanremo con la mia solarità», dice la showgirl genovese, icona degli anni '80, fisico esplosivo da sex symbol
SANREMO. Si definisce «sincera, diretta, impulsiva, poco diplomatica anche a costo di essere impopolare, forse perché nella vita ho dovuto combattere contro luoghi comuni e stupidità». Ma anche serena e pronta a divertirsi su un palco «che incute sempre un certo timore, ma al quale sono molto affezionata: a Sanremo ho vissuto tra i 5 e i 15 anni». Con questo spirito Sabrina Salerno si prepara a tornare all'Ariston, dove fu in gara nel 1991 con Siamo donne insieme a Jo Squillo, stavolta tra le partner del festival di Amadeus.
«Voglio illuminare Sanremo con la mia solarità», dice la showgirl genovese, icona degli anni '80, fisico esplosivo da sex symbol, una carriera tra programmi tv e hit come Boys o All of me che l'hanno proiettata in testa alle classifiche europee e sudamericane. «Canterò, ballerò, porterò il mio modo di essere donna insieme alle altre compagne di avventura», dice, mantenendo il riserbo sulle sue performance.
"«gnuna di noi porterà la sua storia, contribuendo con una diversa connotazione a comporre il quadro della femminilità di oggi. Non conosco le altre donne del festival, tranne Diletta Leotta, molto simpatica e solidale. Ma sono convinta che con Emma (D'Aquino ndr) e con Laura (Chimenti) ci divertiremo». Con le due giornaliste del Tg1 sarà sul palco nella serata di mercoledì 5 febbraio, poi tornerà per la finale. La polemica sulle dichiarazioni del direttore artistico? «Andrei oltre. È' chiaro che le sue parole volevano essere un complimento, senza alcun intento sessista. E poi basta con i luoghi comuni sulla bellezza: aiuta, certo, ma non basta per avere successo. Servono coraggio, forza, talento e tanto, tantissimo impegno». —
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