Sicurezza
Verdone a Amazon Prime «Mi racconto in una serie»
ROMA. «Non ho un taccuino, io ho una Treccani di aneddoti. La follia abita sotto casa mia, è un continuo. Qualche mattina fa sono saliti degli operai e si sono messi a filmare casa mia in diretta sui social, commentando i quadri, chiedendomi di sorridere, mentre io ero in abbigliamento da casa e tutto imbarazzato. Uno di loro mi ha passato il telefono: parla con mamma Rosa l’hanno appena operata al femore. Tutte a me capitano». Un Carlo Verdone travolgente ha tenuto a battesimo la presentazione dell’affondo italiano di Amazon Prime Video, per spiegare un importante impegno anche con le produzioni made in Italy nella strategia globale della piattaforma di streaming.
«Bisogna guardare al futuro, al nuovo modo di fruire dei contenuti e così anche io mi affaccio con piacere nella nuova realtà», ha detto Verdone annunciando “Vita da Carlo” docu-serie prodotta da Aurelio e Luigi De Laurentiis (Filmauro) per Prime Video. «È un’idea di Nicola Guaglianone e Menotti che sceneggeranno con me e Pasquale Plastino. Sarà divertente perché avrò la grande libertà di raccontare senza freni il mio pubblico e il mio privato». In “Vita da Carlo”, ancora in preparazione e senza previsioni di tempi streaming, Verdone ha in mente una sfida con se stesso: «Riuscire a essere traducibile fuori dell’Italia, devo incuriosire anche chi in altri paesi non mi conosce. Ma sono sicuro di farcela e lo farò essendo sincero. Sarà una specie di autoanalisi filmata. Chi non conosce la mia vita non può capire: da tanti anni sono un punto di riferimento per cose incredibili. Un mese fa – ha detto facendo ridere tutti – mi ferma una persona: lei c’ha bisogno di un papa? E mi presenta un tipo vagamente somigliante a Wojtyla. E poi: gli interessa Ratzinger? E dalla macchina esce un tale pure lui somigliante che mi dice: se vuole parlo anche tedesco. Ma vi rendete conto?». —
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