Gioco
Bufera su sessismo e compensi agli ospiti, la Rai difende Amadeus: Festival al femminile
Ancora nel mirino la partecipazione di Rula Jebreal, giudizio sospeso su Junior Cally. Il premier Conte: «Parola a tutti»
La Rai difende Amadeus e il suo festival, «incentrato sul racconto dell’universo femminile», e spiega che Rula Jebreal a Sanremo parlerà di violenza contro le donne, portando «un contributo totalmente slegato da temi politici». Viale Mazzini risponde così a un’interrogazione di Fratelli d’Italia in Commissione vigilanza sulla presenza della giornalista all’Ariston, mentre resta in stand by il caso di Junior Cally e il fronte del no al rapper accusato di sessismo arruola adesso anche le dirigenti di Cgil, Cisl e Uil. Si chiama fuori dalle polemiche, invece, il premier Giuseppe Conte, che tuttavia definisce il festival «una grande vetrina, non solo musicale» e sottolinea: «Per quanto mi riguarda, che si dia la possibilità a tutti di parlare, in piena serenità. Non avrei difficoltà, non farei polemiche pregiudiziali».
Rispondendo alle domande di Pierluigi Diaco su radio Rtl 102.5, Conte si sofferma brevemente sul suo rapporto con il Festival di Sanremo: «Ho cercato di seguirlo in passato, non sempre, puntualmente e completamente, ma è chiaro che Sanremo diventa anche un po’ uno specchio dei gusti della società, delle novità, e per questo mi ha sempre incuriosito seguirlo, cercare di capire».
Viale Mazzini intanto, rispondendo a Daniela Santanché e a Federico Mollicone (autori dell’interrogazione in Commissione vigilanza) sintetizza il senso del festival che andrà in scena dal 4 all’8 febbraio: «Come lo stesso direttore artistico Amadeus ha spiegato ai media, la scelta di avere dieci donne sul palco, due diverse a sera, è stato un modo per mettere la donna al centro della manifestazione, non per farne solo coreografia». In questo quadro si inserisce «la presenza della Jebreal in quanto donna e giornalista autorevole, capace di trasmettere un messaggio forte verso le donne».
Per quanto riguarda «il compenso che verrà corrisposto alla giornalista, sarà nell’ordine di grandezza dei valori di analoghe prestazioni». Parole che rilanciano il tormentone cachet. «Jebreal, che è una giornalista e non un’artista, dovrebbe testimoniare gratuitamente il suo impegno e le sue idee sulle donne», insorge Giorgio Mulè (Forza Italia) citando la sua risoluzione sulla trasparenza dei compensi Rai «ad oggi boicottata dal Movimento 5 stelle con il concorso del Pd». Chiede chiarezza anche Michele Anzaldi (Iv): «Le indiscrezioni parlano di 25.000 euro» per Jebreal, ricorda. «Si parla addirittura di 140.000a euro per Georgina Rodriguez, la fidanzata di Cristiano Ronaldo, e di 50.000 euro per Antonella Clerici, già titolare di contratto milionario senza che Rai1 le abbia affidato un programma per un intero anno. Ora verrà pagata due volte?», si chiede l’esponente di Italia dei Valori.
A una riflessione sul ruolo del servizio pubblico invitano invece Susanna Camusso (Cgil), Liliana Ocmin (Cisl) e Alessandra Menelao (Uil), sottolineando, a proposito della partecipazione a Sanremo del rapper Junior Cally, che «la violenza sulle donne si contrasta opponendosi al linguaggio machista e sessista». Con Cally si schiera invese il decano dei rapper italiani J-Ax. Mentre chiosa Francesco Sarcina, leader delle Vibrazioni, anche loro in gara all’Ariston: «Le critiche sono aria fritta. Un artista è libero di fare quello che vuole». —
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