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Arlecchino diventa contemporaneo con Binasco e Balasso
FIRENZE. Un Arlecchino che frantuma la tradizione e si mette al servizio della contemporaneità e delle sue contraddizioni. È quello che propone Valerio Binasco, in scena fino a domenica alla Pergola, protagonista Natalino Balasso. Prodotto dallo Stabile di Torino, l’ever green “Arlecchino servitore di due padroni” scritto da Carlo Goldoni nel 1745, guarda più alla commedia all’italiana che non alla commedia dell’arte, dando voce a un’umanità vecchio stampo, paesana e arcaica, che ha abitato il nostro mondo in bianco e nero.
«Goldoni – dice Binasco – è capace di una scrittura che è solo in apparenza di superficie, se scendo nei dettagli, non solo del testo, ma soprattutto delle ragioni che spingono i personaggi a dire quelle determinate cose, scopro una ricchezza di toni interiori che ben si adatta a essere interpretata con la sensibilità odierna». Famelico, bugiardo, disperato e arraffone, l’Arlecchino contemporaneo di Binasco è un poveraccio che sugli equivoci costruisce una specie di misero riscatto sociale. Con uno stile cinematografico, fatto di sintesi, unità di azione e suspense, la commedia della stravaganza diventa un gioioso ritorno alle origini del teatro italiano e della sua grande tradizione comica. «I classici sono carichi di una forza inesauribile – spiega Binasco – e l’antico teatro è ancora il teatro della festa e della favola. In questo universo senza tempo Arlecchino occupa un posto centrale e si può perfino dire sovversivo». Completano il cast Fabrizio Contri, Michele Di Mauro, Lucio De Francesco, Denis Fasolo, Elena Gigliotti, Carolina Leporatti, Gianmaria Martini, Elisabetta Mazzullo e Ivan Zerbinati, mentre Guido Fiorato firma le scene Sandra Cardini i costumi, Pasquale Mari le luci, Arturo Annecchino le musiche. —
Gabriele Rizza
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