Il Tirreno

“aurora di sera” a scandicci 

Reggiani, Pirovano, il mago Silvan una collana di perle sul palco

Gabriele Rizza

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SCANDICCI. La formula è collaudata e rispetta quella che fin dagli esordi è la stata la mission di “Aurora di sera”: l’intelligenza al servizio del divertimento, la leggerezza che dialoga con la profondità. La rassegna negli anni (siamo alla 16ª puntata) ha fatto boom, facendo registrare il tutto esaurito. Che per una sala di oltre 600 posti, come il teatro Aurora, è invidiabile primato. Dove ora torna, sempre istruita e pilotata dal Comune di Scandicci insieme a Fondazione Toscana Spettacolo, in cinque tappe, un succinto ma succoso cartellone che coniuga forme e contenuti, titoli nel segno di una drammaturgica contemporanea al tempo stesso colta e popolare, supportata dalla presenza di volti noti ma non omologati.

Rientrano in questa categoria i nomi di Emilio Solfrizzi, Silvan (il Mago per antonomasia), Francesca Reggiani, Mario Pirovano. E Stefano Massini cui spetta, venerdì prossimo, tagliare il nastro dell’edizione 2020 col suo monologo “Magari ci fosse una parola per dirlo”, bizzarra officina narrativa, in cui si creano neologismi, escursioni e manipolazioni verbali, intrecciati alle musiche originali eseguite dal vivo da Stefano Corsi e alle illustrazioni di Martina Vianovi.

Il primo febbraio, sull’eco di “Sim Sala Bim”, ecco materializzarsi Silvan, genio della prestidigitazione che sfodera le sue arti misteriose in “A tu per tu”, imperdibile repertorio di mirabolanti sorprese diretto da Stefano Savoldello, con la partecipazione di Sveva Mattarino, una sequenza di numeri a diretto contatto con gli spettatori, ma niente più armadi ingombranti, casse o macchine voluminose, solo il soffio inedito della magia, per suscitare meraviglia e stupore. Seguono il 27 febbraio Emilio Solfrizzi alle prese con il Dio del tennis Roger Federer, un testo scritto e diretto da Umberto Marino, una spartana spazialità, poche righe bianche e due sedie, campo e altare di una laica cerimonia sportiva. Mentre il 10 marzo va in scena “Souvenir” di Stephen Temperley, la vera storia di Florence Foster Jenkins (la signora dell’alta società newyorkese che volle farsi eroina del belcanto, resa celebre sullo schermo da Meryl Streep), interpretata da Francesca Reggiani, diretta da Roberto Tarasco. A chiudere la cinquina sarà il 27 marzo “Mistero Buffo 50”, protagonista Mario Pirovano, che dell’incandescente arte affabulatoria incarnata da Dario Fo è l’erede riconosciuto. —

Gabriele Rizza

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