Gioco
Da Auschwitz alle lotte partigiane, la storia fatta da persone semplici
GAVORRANO. Maurizio Orlandi, classe 1958 è originario di Gavorrano, a cui lo legano profonde radici politiche e formative. Regista, insegnante, appassionato di storia, intesa, come strumento di conoscenza del passato e di trasmissione della memoria alle giovani generazioni, vive e insegna a Torino, dove si trasferì giovanissimo con la famiglia.
«Ho lavorato da sempre sulla storia fatta dalla gente, dalle persone semplici, spesso dimenticate, privilegiando le fonti orali, i racconti, le testimonianze fondamentali per la costruzione del passato e il recupero degli insegnamenti che dalla storia dobbiamo trarre. Storie semplici e normali che sono poi diventate sceneggiature di documentari» dice.
Da qui il passo alla cinematografia, alla sceneggiatura e alla regia è stato breve.
Il suo primo lavoro, nel 1998, riguarda la deportazione degli ebrei ad Auschwitz, seguito dalla storia di lotta partigiana e amicizia a Firenze del documentario “le foglie volano” e, nel 2000, da “L’ultimo pane”, la storia della miniera di Gavorrano e della sua comunità, diretto da Chicca Richelmy su soggetto e sceneggiatura dello stesso Orlandi.
Le produzioni successive hanno raccontato vicende di lavoro e discriminazione, di lotta partigiana, di sport e di integrazione, hanno toccato i temi della malattia, della solitudine, della vecchiaia, della disabilità, tutte ricostruite con le testimonianze e la fedeltà ai documenti che contraddistingue il lavoro di Orlandi. Fino alla sua ultima fatica di sapore autobiografico: “Il direttore” la storia di un dirigente della Farmitalia di Settimo Torinese negli anni Settanta.
Proprio presentando questo documentato a Gavorrano, Orlandi ha incontrato Mauro Giusti ed è nata l’idea de “La Piccola Russia”. —
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