La cattedrale di Lucca festeggia 950 anni e ci invita a visitare tutti i suoi capolavori

Paola Taddeucci
La cattedrale di Lucca festeggia 950 anni e ci invita a visitare tutti i suoi capolavori

Un'occasione per ammirare il Volto Santo, il monumento di Ilaria del Carretto e tante altre preziose opere

17 gennaio 2020
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LUCCA. La vollero quasi mille anni fa il vescovo Anselmo da Baggio, poi eletto papa Alessandro II, e la contessa Matilde di Canossa, la donna più potente del tempo. Una chiesa più grande di quella fatta erigere dal vescovo Frediano nel VI secolo e divenuta cattedrale della città nel 725. Circa trecento anni dopo gli spazi di questo antico luogo sacro apparvero inadeguati agli occhi riformatori di Anselmo, che dette vita alla sua ricostruzione con il sostegno di Matilde. La nuova cattedrale fu pronta nel 1070, quando venne solennemente consacrata alla presenza della contessa e di sua madre Beatrice, di ventitré alti prelati e di Anselmo.

Da allora sono passati 950 anni e la diocesi di Lucca celebrerà la ricorrenza “tonda” per tutto il 2020 con mostre, appuntamenti musicali, conferenze, visite guidate, videoproiezioni, convegni e pubblicazioni (il programma completo si può consultare su www.diocesilucca.it).

A dare il via agli eventi l’incontro di domani alle 16,30 nella sala Ademollo di Palazzo Ducale, in piazza Napoleone: protagonisti lo storico Franco Cardini, nome noto nel panorama culturale italiano e professore all’Istituto di scienze umane di Pisa, e il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Conferenza episcopale italiana. Durante l’incontro verranno ripercorsi, dal punto di vista sia religioso che storico, i nove secoli e mezzo di vita della cattedrale lucchese intitolata a San Martino. Una vita sicuramente non noiosa per la chiesa, luogo di culto ma anche di continui scambi culturali e artistici.

Dopo Anselmo, della cui versione è rimasto ben poco, la prima grande trasformazione avvenne nel 1200, quando ad eseguire la facciata fu chiamato Guidetto da Como con la sua bottega di maestri comacini, mentre il portico a tre arcate vide all’opera maestranze del Canton Ticino e lo scultore-architetto Nicola Pisano, autore del pulpito del Battistero di Pisa. I lavori andarono avanti nel XIV secolo con la realizzazione, tra l’altro, del grande abside e del transetto. Intorno al 1390 la struttura della cattedrale era finita: le uniche modifiche successive furono le Cappelle del Sacramento e del Santuario, nella prima metà del 1500 l’una, l’altra cento anni dopo.

Soltanto verso il 1470, invece, maturò un progetto organico per gli arredi interni. E a quel punto si sentì forte l’influenza delle esperienze fiorentine che per la pittura facevano capo a Sandro Botticelli, Filippino Lippi e Domenico Ghirlandaio e per la scultura al Verrocchio: fu proprio il Ghirlandaio a firmare nel 1479 il primo dipinto della nuova stagione, cui nel tempo seguirono altri, tra i quali il Tintoretto con l’Ultima cena del 1594.

Fra le opere del Duomo lucchese, però, spicca soprattutto la presenza di Matteo Civitali, il maggiore scultore del Quattrocento lucchese e il più importante dell’epoca attivo in Toscana al di fuori di Firenze. La cattedrale è un vero museo delle sue opere: tra queste la cappella del Volto Santo che custodisce il crocifisso di legno oggetto di un culto millenario. Il pezzo più pregiato della cattedrale, però, è il monumento funebre dedicato a Ilaria del Carretto e scolpito tra il 1406 e il 1410 dal senese Jacopo della Quercia su commissione di Paolo Guinigi, signore di Lucca, per ricordare in eterno la moglie morta di parto: un’opera senza precedenti nella scultura funeraria del suo tempo e tra le più significative del Rinascimento.

In occasione del compleanno della cattedrale sia il Volto Santo che la statua di Ilaria saranno interessati da indagini e lavori. Sullo stato di conservazione del crocifisso, risalente all’XI secolo, lavorerà il Cnr di Pisa. Al monumeto funebre, invece, verrà data una cornice adeguata alla sua bellezza e importanza con la sistemazione della sacrestia-cappella di Sant’Apollinare dov’è collocata.
 

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