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Piano, elettronica e sentimento per la terza tappa di Dardust

Luca Trambusti
Piano, elettronica e sentimento per la terza tappa di Dardust

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MILANO. Esce venerdì “S.A.D. Storm And Drugs”, terzo disco del progetto Dardust, alter ego musicale del compositore e produttore Dario Faini. Il musicista marchigiano, 44 anni, ha una doppia anima: quella più pop (in cui appare il suo vero nome) che lo vede collaborare con artisti di grande popolarità (Jovanotti, Renga, Thegiornalisti, Levante, Sferaebbasta. È anche tra gli autori di “Soldi” di Mahmood) e quella del progetto Dardust in cui unisce il minimalismo del pianoforte con i colori dell’elettronica. Due approcci differenti che si compenetrano e fanno parte dello stesso artista.

Il nuovo album dell’anima Dardust è il terzo capitolo di una trilogia ed è nato tra Londra e Edimburgo. Anche i due precedenti episodi avevano visto Dardust spostarsi a Berlino (per “7”) e in Islanda (per “Birth”). «Per me i luoghi – dice Faini – anche per quello che rappresenta la scena musicale dei posti, hanno una grande importanza. Sono la fonte di ispirazione, mi nutro e scrivo dei sentimenti che mi regalano. La scelta di dove ispirarmi è strettamente legata a ciò che voglio rappresentare nel disco». Così Berlino era lo stimolo per il suono e le ispirazioni del tutto particolare, l’Islanda era il ghiaccio ed il fuoco che convivono nell’isola. «Londra – dice Faini a proposito della scelta per questo nuovo lavoro – doveva essere il punto di arrivo perché è un incrocio stilistico. Lì mi tornavano in mente due figure: il protagonista di Trainspottig e il Giovane Werther, questo perché ero arrivato alla fine di una storia e stavo nelle disperazione totale. Le ipotesi – continua – erano quindi di farla finita o fuggire con il bottino. Esclusa la prima ipotesi, attratto dal protagonista di Trainspotting, sono andato ad Edimburgo, ispirato da quella scena musicale, per respirarne le atmosfere».

È uscito così questo disco che l’autore definisce «come il più maturo, quello che, meglio dei precedenti, equilibra piano e elettronica». “S.A.D. Storm And Drugs” ( «non mi drogo», assicura Faini) ha una certa assonanza, non solo fonetica, con lo Sturm und Drang (tempesta e impeto), movimento culturale tedesco della metà del ‘700 alle basi del Romanticismo. «Di quella cultura – dice Dario – ero attratto dal concetto di sublime, che andava contro l’Illuminismo. Quei pensatori dicevano che per conoscere occorre usare il sentimento. Dardust nasce proprio da un approccio sentimentale».

Partendo dai sentimenti l’autore disegna melodie che nella loro massima forma di libertà non richiedono parole. Queste secondo Dardust «diventano delle gabbie. Vanno a forzare il colore emotivo della melodia. Danno una mappa di visione e quindi restringono il campo. Nello strumentale è tutto più libero». Ma tutto il progetto Dardust vive di libertà, ancor più dell’attività nel mondo del pop di Dario Faini. Anche se «le due anime si influenzano a vicenda». —

Luca Trambusti

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