Il Tirreno

firenze: teatro di rifredi 

Col trasformista Dario Ballantini rivivono i personaggi di Petrolini

Gabriele Rizza
Col trasformista Dario Ballantini rivivono i personaggi di Petrolini

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FIRENZE. Dario Ballantini, livornese, 56 anni, è personaggio poliedrico. Attore, scrittore, pittore, scultore, conduttore radiofonico, performer, drammaturgo, videomaker, personaggio televisivo (volto storico di “Striscia la notizia” con le sue esilaranti imitazioni) e naturalmente trasformista. L’istrionico Ballantini non si è fatto mancare niente. Muovendosi con variegata destrezza fra un fondale e l’altro. Ora ritorna a solcare le assi del palcoscenico. E da domani a domenica, al fiorentino teatro di Rifredi, rispolvera un cavallo di battaglia del suo repertorio: “Ballantini & Petrolini” un rispettoso quanto prepotente omaggio al suo illustre predecessore.

Con la consueta maniacale ostinazione per il totale camuffamento, Ballantini, che si trucca a vista utilizzando il palcoscenico come un camerino aperto al pubblico, fa rivivere, in una versione più aderente possibile all’originale, sette personaggi creati dal grande comico romano: Gigi il Bullo, Salamini, la Sonnambula, Amleto, Nerone, Fortunello e Gastone. Tra un personaggio e l’altro, l’artista livornese spiega al pubblico l’importanza del recupero di una memoria culturale collettiva: «Solo conoscendo la comicità del passato – ammonisce – si possono costruire le basi per una nuova: Petrolini può essere infatti considerato il precursore di tutta la comicità italiana, compresa quella attuale, per la versatile creazione di personaggi che sono stati anche di ispirazione per molti grandi interpreti della nostra scena». Il commento musicale e la riproposizione dei successi di Petrolini sono affidati al virtuoso fisarmonicista e compositore Marcello Fiorini che ha curato anche gli arrangiamenti. La regia è affidata a Massimo Licinio.

Di Ballantini Antonio Ricci, il padre di “Striscia la notizia”, ha detto: «Doppio, multiplo di se stesso, invasato, posseduto e possessore, fosco e candido, inquietante sempre»; mentre Achille Bonito Oliva lo ha definito «una scultura vivente che con le sue trasformazioni attua una personale forma di arte del corpo». E il Ballantini artista è in mostra alla Galleria La Fonderia di Firenze (fino il al 31 gennaio) con la personale “Esistenze Inafferrabili” una selezione di quadri frutto della sperimentazione stilistica dell’ultimo decennio. —

Gabriele Rizza

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