Sicurezza
Campanile chef, gara tra parrocchie con i piatti della tradizione biblica
Dal 15 gennaio al Gipidue di Calambrone la competizione tra cuochi degli oratori. Oltre alla “specialità della chiesa” riprodurranno i piatti citati nelle sacre scritture
Pisa. Due squadre a serata, otto incontri in tutto (compreso semifinali e finale): ogni squadra porta il suo piatto preferito, ma deve cucinare anche un piatto assegnato dallo chef Ivan Mosca. E qui entra in campo il menù della bibbia, vale a dire i piatti cucinati e consumati dai popoli protagonisti della sacra scrittura come ricostruito dai docenti dell’istituto alberghiero Matteotti di Pisa, partner del progetto. È questo il format di “Campanile chef” la prima rassegna di piatti cucinati dalle parrocchie al via mercoledì 15 gennaio nell’ostello Gipidue (acronimo di san Giovanni Paolo II) a Calambrone.. Alla rassegna, promossa dalla San Ranieri srl in collaborazione con il settimanale regionale cattolico Toscana Oggi, hanno aderito i cuochi di dieci parrocchie o unità pastorali della diocesi di Pisa. Nella prima serata, ai cuochi dell’unità pastorale di Mezzana-Colignola e a quelli di Metato sarà chiesto di cucinare come antipasto le erbe amare con pistacchi, descritte nell’Esodo al capitolo 12, e le frittelle dello scandalo, al centro della violenza usata da Amnon nei confronti della sorellastra Tamar raccontata nel libro di Samuele al capitolo 13. A queste portate si aggiungeranno i piatti forti delle due squadre: la pasta al ragù bianco d’anatra e la rosticciana alla maremmana.
I partecipanti alla cena (le prenotazioni per le serate si raccolgono telefonando allo 050 37334) daranno un giudizio alle portate, poi il voto continuerà su Toscana Oggi. Alla squadra più apprezzata la San Ranieri srl farà una erogazione liberale di mille euro, che la parrocchia o unità pastorale dovrà impegnare in un progetto legato alla sua attività istituzionale. Una erogazione liberale di 500 euro andrà invece alla squadra arrivata seconda.
«Il titolo, Campanile chef – commenta Domenico Mugnaini, direttore di Toscana Oggi – richiama un brand del nostro settimanale, “Campanile rock”: per anni gruppi musicali cresciuti all’ombra dei campanili si sono esibiti nei teatri di tutta la Toscana. Adesso il gioco da chitarre, tastiere e batterie si sposta a fornelli, pentole e mestoli».
Ogni sera, in un talk show, condotto dai giornalisti di Toscana Oggi e animato dall’attore Giacomo Lemmetti e dagli allievi della Palestra musicale di Michele del Pecchia, andrà in scena una sorta di Prova del cuoco in salsa parrocchiale. Dove troverà spazio un’intervista a un esperto che ci parlerà del menù biblico o di Gesù a tavola, di cibo ed etica o alimentazione, stili di vita e solidarietà. Lo chef Massimo Tessieri, ad esempio, racconterà cosa mangiava Giovanni Paolo II (per lui cucinò durante la sua visita pastorale in Toscana di trent’anni fa), lo storico Claudio Casini parlerà della sua ricerca su cosa cucinavano nei giorni feriali e di festa i padri certosini che hanno abitato per secoli la Certosa di Calci.
Niente di più evangelico in tutto questo. «Il Vangelo – osserva don Francesco Barsotti, economo diocesano ed ideatore dell’iniziativa – indugia a lungo sul rapporto tra il Nazareno, la tavola e il cibo. Un tema che torna spesso nella parabole: il banchetto di nozze del figlio del re, il padrone che serve a tavola i domestici fedeli, l’amministratore saggio che nutre i subalterni, per non parlare della parabola del figliol prodigo. E poi come non ricordare Gesù quando siede alla mensa degli sposi di Cana, delle sorelle di Betania, ma anche dei pubblicani, dei peccatori, del fariseo Zaccheo. Sulla tavola dell’Ultima cena il Signore dona il proprio corpo e sangue come pane e vino da mangiare e bere».
«Del resto – osserva don Barsotti – mangiare insieme è una dimensione che apre alla comunione. Una comunione di cui si fa esperienza sin dalla primissima infanzia, nel rapporto tra la madre e il neonato. Messa così, mistica e mastica non appaiono poi così lontane. E, anzi, fanno parte di uno stesso disegno. Lo sanno bene migliaia di persone che, una o più volte all’anno, si ritrovano a tavola in un oratorio parrocchiale per festeggiare un nuovo parroco o salutare il vecchio che se ne va, per stringersi intorno a un missionario in partenza, per ringraziare un ospite invitato a portare una testimonianza o per mille altre ragioni. Intorno alle tavole imbandite stese nelle sale delle comunità o nei giardini e nelle piste degli oratori, si condividono esperienze di vita, nascono amicizie».
Plaude all’iniziativa anche la Confcommercio. «Campanile chef – dichiara Fabrizio Fontani, presidente di Conflitorale Confcommercio e rappresentante del Sib –sarà capace di valorizzare una parte del nostro litorale e di coinvolgere molte realtà del territorio pisano. Noi abbiamo aderito con entusiasmo e soddisfazione. Ci sarà da divertirsi, ne siamo sicuri». —
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