Gioco
I Quattro Mori tatuati e il mare che piange per gridare la voglia di cambiare il mondo
L’artista e fotografo Gabriele Milani e le sue opere alla galleria “Uovo alla Pop” con la mostra “All you can (b)eat”
LIVORNO. “All you can (b)eat”. È il titolo di una mostra che inaugura sabato 11 gennaio alla galleria Uovo alla Pop (sugli Scali delle Cantine 36) ed è opera dell’artista e fotografo livornese Gabriele Milani, che scomoda i doppi sensi per significare il bisogno di battersi e reagire alle derive di una società in cui si perdono valori, diritti e tradizioni. Il vernissage è per le 18, quindi la sua prima personale a Livorno sarà visitabile gratuitamente fino all’8 febbraio. Gabriele, classe 1986, è un giramondo che a un certo punto ha sentito il bisogno di rientrare nella sua città per chiudere un cerchio e tornare là dove tutto è cominciato. Ma perché “All you can (b)eat”? «Il titolo – spiega Milani – prende spunto dalla formula “All you can eat” dei ristoranti giapponesi che anche a Livorno sono proliferati, ma quella “b” tra parentesi trasforma il verbo “eat” (mangiare, ndr) in “beat” (battere, ndr) e quindi lo slogan diventa “Tutto ciò che puoi battere”, e per cui possiamo batterci: dalla difesa dei diritti a quella dell’ambiente, dalla nostra salute alle tradizioni enogastronomiche. Viviamo in una società malata in cui non possiamo più delegare ad altri le decisioni e la ricerca di soluzioni; dobbiamo agire. Altrimenti, ed è la domanda che scaturisce anche dalla mostra, dove andremo a finire?»
L’esposizione darà modo di riflettere su tanti temi d’attualità, sviscerati in una serie di progetti che Milani porta all’attenzione: «Il progetto principe si chiama “Compunctio Aesthetica” e tenta di rispondere a un altro tipo di domanda: che cos’è il bello oggi? Ho scelto il linguaggio dei tatuaggi come risposta, anche se io non ne ho neanche uno, ma è un fenomeno che sembra annullare il concetto di “bello assoluto”, depositandosi sotto la pelle indipendentemente dalla bellezza, appunto, ma anche da colore, taglia, statura ed età. Con questo progetto ho vinto un concorso alla 29Arts in progress di Milano, galleria d’arte con cui ho firmato il mio primo contratto. Da livornese, mi inorgoglisce il fatto che le prime opere vendute sono quelle rappresentanti i 4 Mori. Dopo un lungo girovagare volevo far conoscere questo progetto anche alla mia città».
Altri progetti che Gabriele porta in mostra sono: “Hai mai sentito il mare piangere?”, dedicato ai migranti; “I’m not fragile”, una critica ai luoghi comuni del nostro tempo, e “Industriae futuri”, lavoro che induce a riflettere sull’impatto del progresso tecnologico sul mondo del lavoro in termini di sicurezza, sostenibilità e qualità della vita. All’inaugurazione della mostra parteciperà anche la onlus Seas Shpeherd, il movimento a difesa dei mari alla quale sarà devoluto il ricavato della vendita di un’opera dedicata.
Dopo aver vissuto per 5 anni a Milano, Gabriele Milani è tornato a Livorno, ma continuerà agirare: dopo i i primi passi al Fotoclub Nove, ha studiato fotografia allo Ied di Milano, quindi vanta esperienze professionali con realtà come la Disney, Mtv, ma anche artisti, celebrità e chef stellati, arrivando fino a New York. Dalla fotografia al video, dalla grafica all’arte, la sua vena espressiva è un intreccio di talenti con mondi e epoche diverse che sfocia in uno stile capace di conciliare il pop con la denuncia e il tributo all’antichità.
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