Il Tirreno

Da Valdicastello a Castelvecchio di Barga Sull’onda dei versi di Carducci e Pascoli

Elena Torre
La casa di Pascoli a Castelvecchio
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La casa di Pascoli a Castelvecchio

In visita nelle case dei grandi poeti fra ricordi, cimeli e le bellezze dell'alta Versilia e della Garfagnana

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Se amate la poesia, se vi piace camminare nelle stanze abitate da grandi poeti, se l’idea di vedere luoghi cari, oggetti, mobili e panorami che sono stati eternati nelle liriche di due dei più grandi poeti italiani vi sorride, allora vale la pena prendersi una giornata per visitare la casa natale di Giosuè Carducci e l’ultima abitazione di Giovanni Pascoli. Distanti poco più di cinquanta chilometri l’una dall’altra vi faranno tornare la voglia di rileggere le loro poesie e farlo con occhi nuovi.

Si parte da Valdicastello una piccola frazione di Pietrasanta sulle prime colline a ridosso della costa versiliese dove il 27 luglio del 1835 tra le pareti di una sobria abitazione costruita vicino a un torrente fece il suo primo respiro Giosuè Carducci e lì visse i suoi primi anni per poi trasferirsi a Bolgheri, a Castagneto e a Firenze. Carducci rimase molto legato a questo posto, alla bellezza del territorio e della natura che lo circondano e nel corso della vita vi soggiornò spesso. Durante una delle visite che fece scrisse “Quel che mi piace è Pietrasanta: bellissima cittadina, con piazza unica, una cattedrale da grande città, e, sfondo, le Alpi Apuane. E che paese all’intorno! che monti, che verde, che ombre, che fiumi, che ruscelli risonanti freschi sotto i castagni e gli olivi fra il verde”. Il Decreto Regio del 17 marzo 1907 stabilì che la casa natale del poeta, premio Nobel per la letteratura nel 1906, diventasse monumento nazionale e di conseguenza proprietà del comune dal 1912. Ancora oggi è possibile visitare i quattro locali dove si trovano gli arredi originali, i ricordi del poeta e una serie di pannelli che ne illustrano la vita e le opere e assaporare l’atmosfera sospesa che vi si respira.

E se a Valdicastello nacque Giosuè Carducci, a Castelvecchio di Barga sempre in provincia di Lucca, a un’ora e mezzo di macchina da Valdicastello, visse dall’ottobre del 1895 fino alla sua morte Giovanni Pascoli. Ma se la dimora di Carducci è raccolta e intima quella di Pascoli, anch’essa monumento nazionale, si sviluppa su più piani ed è circondata da un verde giardino e da un orto. All’interno anche qui si trovano gli arredi originali, alcuni in raffinato stile Liberty visibili nella grande cucina al piano terra dove sono conservati anche gli utensili, e ancora nella sala da pranzo e nello studio di Mariù sorella del Pascoli trasformata in stanza archivio in cui è conservato anche il manoscritto della celebre poesia “La cavalla storna” con tanto di appunti e correzioni. Al piano nobile si apre il grande studio del poeta dove campeggiano le tre scrivanie che usava per scrivere i saggi su Dante, le poesie in latino e quelle in italiano, le tre camere da letto, la biblioteca e una saletta. E l’atmosfera e le suggestioni che si respirano esplorando le stanze sono racchiuse anche nelle fotografie e nei dipinti che ci raccontano di un’epoca non poi così lontana.
 

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