Il Tirreno

Sorrentino e la nuova serie sui papi fra scandali e vizi segreti: «Ma non sono irriverente né trasgressivo»

Alessandra Magliaro
Jude Law e John Malkovich protagonisti di “The New Pope”
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Jude Law e John Malkovich protagonisti di “The New Pope”

Jude Law e John Malkovich protagonisti di “The New Pope” e il regista premio Oscar è già al lavoro per un nuovo film 

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Con la libertà espressiva che spesso le serie televisive consentono rispetto ai più rischiosi progetti cinematografici, ecco di nuovo il talento di Paolo Sorrentino applicato alla narrazione tv: da venerdì prossimo va in onda in esclusiva su Sky Atlantic e Now Tv “The New Pope” la nuova serie del premio Oscar ambientata in Vaticano, seguito del successo internazionale “The Young Pope”. La serie originale Sky creata e diretta da Sorrentino, scritta con Umberto Contarello e Stefano Bises, con ricostruzioni kolossal – 4500 costumi, 22 settimane di riprese, novemila fra protagonisti e figuranti, ricostruzione della facciata e degli interni della Basilica di San Pietro e della Cappella Sistina – comincia dove finiva la prima: il giovane e affascinante americano papa Pio XIII (Jude Law) è in coma.

Dopo l’anteprima alla Mostra del cinema di Venezia ora è il momento della messa in onda e c’è curiosità sulla sfida tra i due protagonisti Law e John Malkovich e sullo sviluppo narrativo della storia. Il nuovo plot è noto: «Il papa è in coma e c’è la necessità del Vaticano di avere un reggente affidabile e visto che – dice Sorrentino – nella prima serie Lenny Belardo aveva una forma di estremismo conservatore, come spesso accade nella realtà si tende a creare alternanza e dunque grazie alla diplomazia del segretario di Stato Voiello (Silvio Orlando) la scelta ricade su un personaggio meno duro, meno spigoloso, più incline al compromesso e alla via media da lui stessa teorizzata in un libro». E così l’aristocratico inglese moderato, sofisticato, egocentrico, elegantissimo sir John Brannox (Malkovich) sale al soglio di Pietro e prende il nome di Giovanni Paolo III. Ma il carismatico Law, che folle di fedeli idolatrano e pregano invasati per le strade, si risveglia dal coma. Ecco che due papi, così come nella realtà con Benedetto XVI e Francesco I, sono in Vaticano mentre minacce esterne colpiscono i simboli della cristianità. «Pio XIII e Giovanni Paolo III – prosegue Sorrentino – rappresentano due visioni diverse del papato, di fare politica e anche della vita: la prima prevede che i problemi vengano affrontati in maniera diretta, senza compromessi, l’altra si adopera per l’opposto». Ma al di là degli scontri è il tema del fondamentalismo, anche cattolico, a tenere alta la tensione di “The New Pope” «Vista l’imprevedibilità con cui avvengono gli attentati terroristici siamo tutti vulnerabili e questo personalmente mi angoscia molto. Nella serie ho provato ad immaginare scenari futuribili che spero non accadano per davvero, legati alle ombre che incombono su tutti noi». Ha fatto scalpore vedere all’inizio della serie il papa in costume da bagno. Bellissimo e muscoloso come un modello, camminare tra ali di donne svenevoli e in bikini. «Se ti fermi alla visione di una scena la vista è parziale. “The New Pope” – prosegue il regista – non è irriverente, né trasgressivo né provocatorio, anzi ho rispetto e anche ammirazione per come funziona l’apparato della Chiesa cattolica. Il mio obiettivo non è questo, sarebbe peraltro un gioco facile che appartiene al passato di schematismi superati per cui essere provocatorio è fare arte».

La serie, che vede nel cast anche Cecile de France, Javier Camara, Ludivine Sagnier nei ruoli principali, potrebbe non essere l’ultima né dell’ambientazione vaticana né in generale. La fascinazione di Sorrentino per la serialità tv non è esaurita, tutt’altro. «Per anni la tv è stata un luogo di serie B perché la libertà viveva nel cinema, oggi va diversamente». Ma il prossimo progetto è per il cinema: Sorrentino prosegue la scrittura del nuovo film, dal titolo provvisorio “Mob Girl” che avrà Jennifer Lawrence protagonista. —
 

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