Il Tirreno

Capitale della Cultura, parte la sfida fra le toscane: Volterra, Arezzo e il derby Livorno-Pisa

I Quattro Mori a Livorno, la Torre di Pisa, la giostra di Arezzo e il Palazzo dei Priori a Volterra
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I Quattro Mori a Livorno, la Torre di Pisa, la giostra di Arezzo e il Palazzo dei Priori a Volterra

Quattro nostre città in lizza per il titolo italiano del 2021 ma le pretendenti sono 43. Via alla selezione dei progetti

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ROMA. Quattro toscane si sfidano per il titolo di “Capitale Italiana della Cultura 2021”. Sono Arezzo, Livorno, Pisa e Volterra. Ma la concorrenza è molto agguerrita. Sono infatti 44 (divenute poi 43 per il ritiro di Ascoli) le candidature arrivate da tutta Italia al ministero per i beni e le attività culturali. . Il titolo è già stato in Toscana nel 2017, a Pistoia, e portò alla città notevoli benefici in termini turistici. Quei benefici fanno gola un po’ a tutti. Oltre al classicissimo derby Livorno-Pisa, che dunque si rinnova al di là del calcio, la nostra regione mette in campo le bellezze di Volterra (altro derby provinciale con Pisa, condito da qualche polemica) e di Arezzo. La corsa è appena iniziata.

La “Capitale Italiana della Cultura” venne istituita dall’allora ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini con la legge Art Bonus nel 2014. Dura per un anno e la città vincitrice riceve un milione di euro per la realizzazione del programma presentato.

Le città che hanno manifestato il proprio interesse devono ora presentare entro il 2 marzo i propri dossier di candidatura, che verranno esaminati da una giuria di sette esperti di chiara fama per arrivare entro il 30 aprile alla selezione di un massimo di 10 progetti finalisti da invitare in audizione.

La città Capitale Italiana della Cultura 2021 verrà scelta esclusivamente sulla base di questi colloqui entro il 10 giugno, quando la giuria indicherà pubblicamente al ministro competente la candidatura più idonea da formalizzare con delibera del Consiglio dei ministri.

Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; appunto Pistoia nel 2017; Palermo nel 2018. Per il 2019 non venne assegnato in quanto c’era già Matera nominata Capitale Europea della Cultura. Per il 2020 il titolo è stato assegnato a Parma con un intenso calendario di eventi che partirà il prossimo 12 gennaio con l’apertura ufficiale alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Vediamo regione per regione chi sono le avversarie del quartetto toscano. Abruzzo: L’Aquila. Basilicata: Venosa. Calabria: Tropea.

Campania: Capaccio Paestum, Castellammare di Stabia, Giffoni Valle Piana, Padula, Procida, Teggiano.

Emilia Romagna: Ferrara, Unione dei Comuni della Bassa Reggiana, Unione dei Comuni della Romagna Forlivese.

Friuli Venezia Giulia: Pordenone. Lazio: Arpino, Cerveteri. Liguria: Genova. Lombardia: Vigevano.

Marche: Ancona, Fano. Molise: Isernia. Piemonte: Verbania.

Puglia: Bari, Barletta, Molfetta, San Severo, Taranto, Trani, Unione Comuni Grecia Salentina. Sardegna: Carbonia, San Sperate. Sicilia: Catania, Modica, Palma di Montechiaro, Scicli, Trapani. Veneto: Belluno, Feltre, Pieve di Soligo, Verona.

Sarà dura. Scorrendo la lista balzano agli occhi candidature eccellenti come quelle di Genova, Bari, Verona, Catania, L’Aquila. Intanto, però,c’è da ideare progetti interessanti. E qui le toscane hanno le carte in regola.

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di Redazione web