Gioco
Un Vasco così non è mai stato raccontato: musica ed emozioni del tour diventano film
Lunedì 30 dicembre su Canale 5 in prima serata. Il regista Romanoff: «Mi sono ispirato a Blade Runner, per lui è perfetto»
Vasco Rossi così non era mai stato raccontato. Basterà vedere domani, lunedì 30 dicembre, in prima serata su Canale 5 «Vasco Non Stop Live 018+019», il music film di Pepsy Romanoff. Un viaggio per immagini che celebra due anni di successi dal vivo del Komandante, dal tour nei principali stadi italiani nel 2018 alla conquista di San Siro nel 2019.
Peppe Romano, in arte Pepsy Romanoff: cominciamo dal suo nome.
«Da piccolo mi vestivo come un alieno, così mi chiamavano Pepp’o strano”, diventato poi “Pepp’o strange” e infine Pepsy Romanoff.
Un nomignolo che mi ha dato Alioscia dei Casinò Royale».
Lei è il regista che ha raccontato per immagini la più grande rockstar italiana. Come è andata?
«Tutto nasce dal grande amore che ho da sempre per la fotografia e per la musica.
Anche se oggi siamo al fast food dell’immagine, e una foto pubblicata su Instagram 24 ore dopo è quasi vecchia, credo che ci sia voglia di cose vere, di artigianalità. Basta guardare al ritorno del vinile, alla tradizione oggi unita alla sperimentazione.
Le nuove tecnologie e le grandi produzioni possono mostrare i personaggi come nessuno li aveva visti prima. “Vasco Non Stop Live” è stato il film documentaristico musicale più visto al cinema in Italia, è diventato un caso mediatico con quasi un milione di euro di incasso».
Come è scoppiato questo fenomeno?
«Noi italiani siamo “anglo riferiti” e così Depeche Mode, Rolling Stones, Beyoncé, Coldplay, Travis Scott hanno aperto la via. Vasco mi aveva già chiamato nel 2015 per il “Live Kom 015” girato al San Paolo di Napoli, aprendo così la via a un racconto visivo per il grande schermo.
Filmammo davanti a sessantacinquemila persone e solo a ricordarlo mi viene la pelle d’oca. Non avevo quarant’anni e Vasco mi affidò il “Modena Park 2017”, tutt’oggi record del mondo per un concerto in data unica con pubblico pagante. Una tempesta perfetta che filmai con ben ventinove telecamere».
E arriviamo al «Non Stop Live 018+019».
«Avevo paura di pigiare troppo sull’acceleratore, ma andai al cinema a vedere Blade Runner 2049 e scattò la scintilla: la prima immagine di quel capolavoro è un occhio che si apre. Ho pensato agli occhi di Vasco e ho iniziato il live con un tributo a Blade Runner e i visual che ho girato tra Bangkok e Hong Kong».
Il futuro della musica per immagini è tutto da scrivere. Chi saranno i prossimi protagonisti?
«Fare un film è come scrivere un libro, questo è il momento per portare al cinema grandi storie. Ora insieme al mio socio Maurizio Vassallo in Except, la mia società, sto facendo il produttore esecutivo di “De Andrè/PFM il Concerto Ritrovato” con Walter Veltroni. Ma mi preparo anche ai film per due superstar della musica italiana».
I nomi?
«Le posso solo dire che mi occuperò della più grande star della trap e della più grande star del rap italiano».
Sta preparando altre sorprese?
«In questo periodo sto lavorando insieme a Vinicio Marchioni, abbiamo firmato una sceneggiatura per un progetto di fiction. Insieme abbiamo fatto anche il film Terremoto di Vania con Toni Servillo che fa la voce narrante, Francesco Montanari, Gabriele Salvatores, Milena Mancini che ha scritto il soggetto. In futuro il verbo sarà contaminare sempre più il linguaggio della musica con i nuovi media». —
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