Gioco
Nonno Terremoto, le leggi razziali viste con gli occhi di un bambino
«Non ho fatto nulla, sono il Terremoto di sempre». Luciano è un bambino nel 1938. È soprannominato Terremoto perché non sta mai fermo. Gli piace giocare a calcio con gli amici. È innamorato di Meazza, il capitano dell’Italia campione del mondo. Va matto per Weisz, l’allenatore del Bologna che fa tremare il mondo. Ma che roba sono queste leggi razziali? L’ha emanate il regime fascista. Le ha rivolte contro gli ebrei. E quindi anche contro Terremoto che è un bambino ebreo. “Nonno Terremoto” di Fulvia Alidori e Daniele Susini, pubblicato da Einaudi Ragazzi con le illustrazioni di Angelo Ruta è un libro per bambini fuori dall’ordinario. «È la prima volta che si racconta la storia sulle leggi razziali partendo dall’inizio, partendo dall’emanazione delle leggi razziali e con gli occhi di un bambino che le subisce», spiega Fulvia Alidori. Il libro racconta i giorni dello sconforto. Terremoto non può più andare a scuola, il maestro non può farci nulla. Gli amici non vogliono più giocare con lui. Pure il lattaio gli proibisce di entrare in bottega. C’è un cartello sulla porta che dice: Vietato l’ingresso ai cani e agli ebrei! Allora Terremoto ci pensa su: «La mia testa frulla vorticosamente. Per il Manifesto della razza io sono inferiore per natura. La mia colpa è essere nato ebreo. Certo, ma quando faccio rete non sono inferiore!» Qualcuno gli vuole dare la colpa. Il regime fascista dice è sbagliato che lui sia nato ebreo. Ma Terremoto non ci sta. Non l’accetta. «Non ho fatto nulla, sono il Terremoto di sempre», insiste. Dunque non è lui a essere sbagliato, ma sono sbagliate le leggi razziali. Poi però iniziano le deportazioni nei lager nazisti. Tocca anche a Terremoto. Ma i campi di filo spinato non lo annientano. Terremoto torna dal campo di sterminio. Tira su una famiglia: ha figli e nipoti. Il racconto si chiude con una festa di compleanno. Sarah la nipote apre il biglietto d’auguri. C’è scritto «Sarah carissima, non sentirti mai in colpa di essere nata»: Nonno Terremoto. —
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