Sicurezza
Un bel film, bravi attori ma resta un po’ di freddezza
livorno. Bene ma non benissimo. Si può condensare in questo recente e già inflazionato modo di dire il giudizio che emerge dopo la prima serata di programmazione del “Pinocchio” di Matteo Garrone.
Provando a riassumere per sommi capi i contenuti delle principali recensioni pubblicate a caldo dopo l’uscita del film, si possono annotare alcuni elementi comuni. Primo fra tutti, l’assoluta fedeltà di Garrone al racconto di Collodi. Via dunque tutti i lustrini disneyani, compresa la balena che torna a essere un famelico pescecane, e soprattutto il recupero di quei tratti di povertà derelitta che accomunano tante scene e tutti i personaggi, così come il recupero di quegli aspetti dark così presenti nella fiaba del Lorenzini. Poi le ottime prove attoriali, soprattutto quella di Benigni/Geppetto. Bravo anche Federico Ialepi, un Pinocchio che è davvero un bambino di legno grazie all’eccezionale trucco creato dal mago Mark Coulier. Le immagini sono dei quadri viventi, ispirati dalle illustrazioni della fiaba come dai Macchiaioli. Tutto bello, dunque? Sì, ma la poesia non decolla e alla fine resta un senso di freddezza. —
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