Gioco
Clint Eastwood finisce nei guai per una scena sessista nel suo film
In “Richard Jewell” avrebbe diffamato una giornalista morta nel 2001
il caso
Bufera su Clint Eastwood per il nuovo film sull’attentato alle Olimpiadi di Atlanta: in “Richard Jewell” appena uscito nelle sale Usa (in Italia il 16 gennaio) il regista premio Oscar insinua che Kathy Scruggs, una cronista del giornale locale Atlanta Journal Constitution offrì sesso all’agente dell’Fbi incaricato delle indagini in cambio di informazioni per uno scoop.
Il film parte da una storia: stavolta lo spunto di Eastwood sono l’attentato del luglio 1996 al Centennial Park di Atlanta e la tempesta mediatica che cambiò la vita di Jewell, una guardia giurata che risultò poi innocente. Jewell, che è morto nel 2007, fu effettivamente il principale sospetto, come l’Atlanta Journal Constitution riferì in un articolo. Ripresa dalla Cnn, la storia rimbalzò su tutti i media e l’uomo, che non fu mai incriminato, passò settimane asserragliato in casa, circondato da giornalisti e telecamere fino a quando non fu scagionato tre mesi dopo la bomba che provocò due morti e 111 feriti.
Nel film la Scruggs (Olivia Wilde) incontra l’agente dell’Fbi (Jon Hamm) in un bar giorni dopo l’esplosione. «Dammi qualcosa che posso stampare», chiede la donna. Lui all’inizio si nega ma poi cede quando la mano della giornalista gli risale sulla coscia e rivela che l’inchiesta sta puntando su Jewell, inizialmente salutato come eroe per aver scoperto la bomba, avvertito la polizia con venti minuti di anticipo sull’esplosione e limitato così il numero delle vittime.
«Vuoi prendere una stanza o andiamo nella mia macchina?» , chiede a quel punto la Scruggs, in una battuta contestata da chi la conosceva bene. La giornalista è morta a 42 anni nel 2001 per overdose di farmaci. Come in molti docudrammi, anche l’ultimo Eastwood si prende licenze con la verità storica, usando tra l’altro il vero nome della giornalista e un nome inventato per l’agente dell’Fbi.
L’Atlanta Constitution ha scritto a Eastwood e a Warner Bros minacciando una causa per diffamazione se la reputazione della Scruggs non sarà restaurata nei titoli di testa. —
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