Gioco
Tornano “I Goonies” Tre giorni al cinema uno dei film cult degli anni Ottanta
La storia di una banda di ragazzini “sfigati” ha segnato una generazione di spettatori. Il soggetto era di Spielberg
Indiana Jones fece la sua prima comparsa sul grande schermo nel 1981 con “I predatori dell’arca perduta”. Quattro anni più tardi quel concentrato di avventura, ironia e tesori nascosti tornò ad animare le sale cinematografiche di tutto il mondo con una storia ad altezza di bambino. Quel film si chiamava “The Goonies” e ha segnato un’intera generazione, arrivando a contaminare felicemente anche il presente audiovisivo. Diretta da Richard Donner, su sceneggiatura di Chris Columbus e soggetto di Steven Spielberg, la storia dei ragazzini di Goon Docks torna per tre giorni (oggi, domani e mercoledì) al cinema, compresi i circuiti Uci e The Space.
Per i giovani sarà l’occasione di conoscere una pellicola e un plot narrativo che ritroveranno nelle contemporanee serie tv, mentre per il pubblico più adulto, in particolare quello adolescente, o quasi, degli anni ’80, sarà il pretesto per rivivere su grande schermo un film indimenticabile. Memorabile come soltanto le storie di una banda di ragazzini possono essere.
La storia è presto detta, e probabilmente nota ai più: Mickey e il fratello maggiore Brandon, Mouth, data e Andy sono i Goonies, per un doppio gioco di parole che rimanda al quartiere nel quale abitano (appunto il Goon Docks di Astoria in Oregon) e allo slang statunitense “goony”, sfigato. Prossimi allo sfratto a causa di una speculazione edilizia intrapresa da imprenditori intenzionati a costruire un campo da golf, i ragazzi trovano per caso la mappa del tesoro del pirata Willy l’Orbo. L’avventura si complica con l’entrata in scena della banda italoamericana dei Fratelli e va avanti tra peripezie e colpi di scena, fino alla consolatoria e risolutiva conclusione. Partiamo dagli autori dei Goonies, per capire a fondo il carattere di un film riuscito all’epoca e resistente al tempo.
Il regista è Richard Donner, uno che con il genere dell’avventura è sempre andato a nozze, firmando pellicole mitiche come i primi due Superman, Ladyhawke e la saga di Arma letale. Lo sceneggiatore è Chris Columbus, già scrittore dei Gremlins (pure citati nei Goonies) e regista di Mamma ho perso l’aereo e di un paio di Harry Potter. Infine Steven Spielberg, accreditato come autore del soggetto, e anche produttore. La sua impronta nel film è evidente, sia nella propensione all’avventura che nell’humor. Non solo, il papà dello Squalo si autocita nella scena in cui Brand, in sella alla bicicletta, prende letteralmente il volo come il protagonista di ET. Qualche curiosità: Sloth, il fratello buono della banda criminale, è interpretato da John Matuszak che, per entrare nella parte, doveva sottoporsi a 5 ore di trucco. Due dei Goonies diventeranno famosi: il piccolo Mickey è Sean Astin, in futuro hobbit per il Signore degli anelli, mentre Josh Brolin, qui al primo ruolo importante, girerà pellicole d’autore come Oldboy, Sicario, Avengers Endgme e Infinity.
Nel film sono poi presenti un paio di gustosissimi camei: quello di Cyndi Lauper in un clip tv mentre canta il tema principale The Goonies ‘R’ Good Enough, e quello del regista Donner nei panni di uno dei poliziotti che arrivano in soccorso dei ragazzi alla fine della storia. Costato circa 19 milioni, The Goonies ne ha incassati oltre 61. Nonostante alcuni limiti legati alla visione politicamente scorretta dell’epoca (il ragazzino asiatico appassionato di tecnologia, i criminali italoamericani mammoni e la domestica che parla spagnolo), i Goonies restano una pietra miliare nell’industria cinematografica, versione primitiva del moderno Strangers Things, ma anche riuscitissima variante del modello narrativo dell’avventura adolescenziale, al pari dei film tradotti dai romanzi di Stephen King, Stand by me e It.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
