Gioco
L’Ora, nella città della mafia dove scrivere notizie era osare
Giovanni Sofia ricorda il giornale che ha formato e lanciato suo padre e a cui è stata dedicata una via, precursore del giornalismo d’inchiesta
L’INTERVENTO
Questo articolo è scritto da Giovanni Sofia, figlio di Nino.
Èun segnale forte quello che arriva da Palermo: per la prima volta in Italia, una via è stata intitolata ad un giornale simbolo della lotta alla mafia ed al fascismo: via “Giornale L’Ora”. Promotore dell’iniziativa il “Comitato ex giornalisti de L’Ora”, rappresentato alle celebrazioni da Marcello Sorgi, ex direttore del Tg1 e de “La Stampa”, oltre che giovane cronista dello storico giornale.
L’Ora, precursore del giornalismo di inchiesta: i cosiddetti “biondini”, apprendisti del mestiere poco più che ventenni negli anni ’70, hanno raccontato la mafia e la sua trasformazione, tirando fuori dal velo di omertà, nomi e cognomi di boss conosciuti da tutti, ma mai nominati fino a quel momento per timore di ritorsioni.
Che non sono infatti mancate. Dalla bomba contro la sede del giornale, nel 1958, alle uccisioni di tre giornalisti impegnati in inchieste di mafia, trame nere, delitti di stato. Cosimo Cristina, trovato morto nel 1960 sopra i binari vicino Termini Imerese, con un suicidio simulato, proprio come con Peppino Impastato nel 1978. Giovanni Spampinato, ucciso nel 1972 durante un’indagine che lambiva giustizia e neofascisti. Mauro de Mauro, sparito nel 1970 mentre indagava sul caso Mattei e mai ritrovato.
“L’Ora” è stato anche scuola di formazione di Nino Sofia, ex condirettore del Tirreno e “cronista di razza”, mancato nel 2011 e ricordato con affetto da tutta la nostra redazione e dagli ex-colleghi, per la sua professionalità e correttezza.
Quei giovani intraprendenti erano però diretti e istruiti da una guida sapiente, quella del direttore Vittorio Nisticò.
È proprio nella ricorrenza dei 100 anni dalla sua nascita, che il comitato organizzatore, oltre all’intitolazione della strada, ha deciso di scoprire una targa in onore del vecchio direttore e dei tre giornalisti uccisi dalla mafia. La giornata si è conclusa con un reading condito di musica al teatro di S. Cecilia, dove a video, e letture delle memorie di Nisticò, si sono intervallati brani jazz in un’atmosfera emozionante.
L’evento é culminato con la richiesta a gran voce dell’intitolazione di un’altra via, sempre a Palermo, da dedicare alla “stirpe” dei Sofia, giornalisti di razza del giornale L’Ora nel ‘900: oltre a Nino, il padre Marcello che fu capo redattore, ed il nonno, ancora Nino, storico direttore antifascista dell’Ora cacciato da Mussolini nel ’36.
La via indicata dal comitato per bocca del coordinatore Sergio Buonadonna, sarebbe quella attualmente intitolata al generale fascista Vincenzo Magliocco, tra i maggiori responsabili dei bombardamenti con l’Iprite durante la guerra di Etiopia nel 1936.
Antimafia e antifascismo a parte, il segnale di Palermo é un importante riconoscimento del lavoro dei giornalisti, sempre più bistrattato ma necessario per una democrazia sana e partecipata.
Tutti, giornalisti e non, dovremmo poter sostenere questa iniziativa.
Giovanni Sofia
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