Sicurezza
L’immagine e la musica Tornatore e Morricone, che show sul palco
BOLOGNA. Si sono ritrovati, sul palco dell'Arena del Sole di Bologna, come due vecchi amici. O, vista la complicità e lo scarto generazionale - 91 anni contro 63 - un padre e un figlio. In perfetta simbiosi hanno incantato la platea in un intreccio di parole e riflessioni. Ricordi e aneddoti sul cinema, sulla storia, sull'arte. Loro, i protagonisti, sono Giuseppe Tornatore e Ennio Morricone - entrambi Premi Oscar - saliti in Emilia grazie al progetto 'Salone on Ert', prima collaborazione tra Emilia-Romagna Teatro Fondazione e Salone del libro di Torino. Di Tornatore, Morricone ha musicato tutti i film a partire dalla pellicola da Oscar “Nuovo Cinema Paradiso” del 1988 fino al recente La corrispondenza del 2016. «Rifiutai l'invito a comporre le musiche di Cinema Paradiso perché impegnato in un altro film - rammenta Morricone -: fu grazie all'insistenza del produttore Franco Cristaldi che ho ceduto» arrivando a disegnare musicalmente «quel finale, la scena dei baci, così appassionante» in cui la melodia è protagonista assoluta e in cui Salvatore, il protagonista ormai adulto, si commuove nel rivedere quelle scene lasciategli in eredità da Alfredo, il proiezionista. «La lacrima di Jacques Perrin è vera - aggiunge Tornatore - è il primo ciak di quella scena; Perrin vedeva per la prima volta quella sequenza che gli ha innescato un meccanismo emotivo indipendente dalla storia del film, e dunque con una emozione vera. Non c'è stata recitazione». Moderati dal critico cinematografico Emiliano Morreale, tra i due artisti scaturisce una sorta di confessione, come quando Tornatore racconta di avere usato, a insaputa dello stesso Morricone, le musiche del maestro già molti anni prima di conoscerlo, quando abitava ancora in Sicilia: in un documentario politico commissionatogli dalla sezione del Partito Comunista del suo paese dove prese a prestito la partitura di 'Novecentò di Bernardo Bertolucci o in un altro sui problemi ambientali della Sicilia dove ha invece usato le musiche de Il deserto dei Tartari di Zurlini. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google