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firenze: biblioteca nazionale 

Leonardo, genio universale, la costruzione di un mito

Leonardo, genio universale, la costruzione di un mito

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FIRENZE. Ultimi fuochi su Leonardo da Vinci, asso pigliatutto di questo 2019. Si apre oggi. venerdì 6, alla Biblioteca Nazionale di Firenze, Sala Dante, una mostra dal titolo “Leonardo di carta in carta: la costruzione del mito tra Ottocento e Novecento”. Un percorso inedito che ripercorre le tappe più significative, e intriganti, dell’evoluzione e della messa a regime nel corso degli ultimi due secoli del mito vinciano, in Italia e in Europa, con le sue ripercussioni su più livelli: da quello storico politico alla divulgazione scolastica e popolare, dalla riflessione psicoanalitica freudiana fino alla dissacrazione operata dalle avanguardie surrealiste.. Gli interrogativi che i curatori Silvia Alessandri, Matteo Ceriana e Simona Mammana si pongono, sono stimolanti. Qual è stato l’impatto nel mondo intellettuale europeo dopo il trasferimento, voluto da Napoleone nel 1796, dei codici vinciani della Biblioteca Ambrosiana in Francia? Come si è trasmutato il “genio” di Leonardo, trasfigurandosi da pittore e disegnatore toscano a simbolo universale del Rinascimento, sintesi “divina” di arti e scienza? Il mito di Leonardo è scandagliato attraverso un centinaio di documenti di varia tipologia, prevalentemente iconografica: libri a stampa, manoscritti, carteggi, incisioni, ma anche fotografie, francobolli, miniature in gesso, calendari, cartoline illustrate e figurine, provenienti dalle raccolte storiche della biblioteca e da prestiti importanti. Articolata in otto sezioni, l’esposizione copre un arco temporale che va dalla fine del Settecento fino al 1939, anno della epocale “Mostra di Leonardo da Vinci e delle invenzioni italiane” di Milano che rappresentò il culmine dell’idealizzazione e ricomposizione dei molteplici aspetti dell’artista, assurto a simbolo del genio italico.

Tra gli enti prestatori il Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi, la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, le biblioteche Riccardiana e Marucelliana, la Facoltà di architettura di Firenze, l’Estense universitaria di Modena, la Forteguerriana di Pistoia, la “Giorgio Garzelli” di Livorno, il Museo Galileo, l’Istituto Centrale per il catalogo e la documentazione di Roma, la Fondazione Rossana e Carlo Pedretti, l’Istituto d’arte di Porta Romana oltre a diverse collezioni private.

La mostra resta aperta fino al 14 marzo. —
 

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