Gioco
Giulietta, icona di ribellione, nelle foto di Paolo Roversi per il calendario Pirelli 2020
VERONA. Da calendario a libro, ma anche film. Il Pirelli 2020 cambia ancora e si evolve per non restare indietro in un mondo in cui l’iconografia, soprattutto quella femminile rifiuta, o almeno tenta di farlo, vecchie etichette e noiosi stereotipi. “Looking for Juliet” presentato ieri al teatro Filarmonico di Verona, è firmato da Paolo Roversi, il primo fotografo italiano chiamato a comporre i dodici mesi di The Cal. Protagonista una Giulietta ideale, l’eroina del dramma shakesperiano elevata al rango di eroina moderna, una ragazzina capace di opporsi al potere della società e della famiglia, insomma una ribelle che non si arrende alle convenzioni. Neanche a quella della bellezza come virtù necessaria al genere femminile.
Nel casting di Paolo Roversi le candidate al ruolo sembrano quasi rifiutare la loro virtù, mostrandosi in foto che mescolano, verità, naturalezza, grottesco, illusione, dimenticandosi della perfezione e del glamour. La vera bellezza è nel messaggio più che nell’estetica, spiega il fotografo. «Racconto una storia che mostra come le divisioni e le frontiere siano dannose». La trama del dramma antico, la guerra tra Capuleti e Montecchi, coniugata con il dramma contemporaneo dove la divisione riguarda la parte povera e ricca del mondo. «È importantissimo abbracciare le differenze a livello globale», dice l’artista.
Claire Foy, Mia Goth, Chris Lee, Indya Moore, Rosalía, Stella Roversi, Yara Shahidi, Kristen Stewart ed Emma Watson, protagoniste degli scatti ma anche del cortometraggio di 18 minuti in cui si cimentano in un provino per la parte dell’eroina veronese. Combattenti. Come Yara Shahidi, star delle serie tv, è impegnata in diverse cause sociali, come quella dell’istruzione femminile insieme a Michelle Obama che le ha scritto la lettera di raccomandazione per entrare ad Harvard. Tra le sue fans anche Oprah si è augurata di vivere abbastanza a lungo da vederla diventare presidente degli Stati Uniti.
Poi c’è Indya Moore, 24 anni, la star transgender di Pose, serie Netflix con una cinquantina di attori gay nel cast, paladina dei diritti civili. Anche Emma Watson, 100 milioni di follower sui social, unisce alla carriera l’impegno per i diritti delle donne.
Perché Giulietta, sottolinea Paolo Roversi, «è una ribelle che va al di là delle regole. In soli quattro giorni si trasforma: da una ragazza naif e innocente quale era, diventa un’eroina che lotta contro tutti per salvare il valore dell’amore». – M.C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
