Il Tirreno

archeologia 

Anche San Gimignano ha la sua Ombra In mostra l’Offerente, capolavoro etrusco

Gabriele Rizza
Anche San Gimignano ha la sua Ombra In mostra l’Offerente, capolavoro etrusco

La statuetta in bronzo di epoca ellenistica ritrovata nel 2010 Può essere stata legata al culto di una divinità dell’acqua

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Si inaugura oggi al Museo archeologico della città turrita la mostra “Hinthial. L’Ombra di San Gimignano. L’Offerente e i reperti rituali etruschi e romani”, che presenta per la prima volta al pubblico un sensazionale ritrovamento: una statua in bronzo lunga 64 centimetri, che rappresenta una figura maschile con indosso una toga, risalente all’età etrusca, rinvenuta nel 2010 sulle alture della Torraccia di Chiusi nel territorio della Valdelsa, in prossimità dal corso del torrente Fosci.

La scoperta, avvenuta durante i lavori di ristrutturazione di un edificio privato, vedeva la statua accanto a un monolite in pietra squadrato che doveva fungere da altare, sul quale cui si compivano riti con offerte religiose alla divinità del luogo. Il blocco infatti presentava tracce evidenti di esposizione al fuoco. Nelle vicinanze sono anche venute alla luce diverse monete, frammenti ceramici, unguentari integri e residuati di laterizi. Il sito, che sorgeva in prossimità di una sorgente, a detta degli esperti, potrebbe quindi essere ricondotto al culto per una divinità legata all’acqua e alla terra. La Soprintendenza archeologia di Siena, Grosseto e Arezzo, a partire dal 2011, ha iniziato una serie di indagini, seguite da una campagna di scavi che hanno fatto emergere un’area sacra etrusca all’aperto, in uso per almeno 500 anni, a partire dal terzo secolo a.C. fino al secondo secolo d.C.

Il pezzo forte è appunto l’Offerente, meraviglioso esempio del tipo dei bronzetti allungati di età ellenistica, che richiama subito agli occhi, la celebre “Ombra della sera” di Volterra. L’Offerente è forse ancora più bello, un pezzo impareggiabile per eleganza e raffinatezza. «Come quella di Volterra – spiegano alla Sovrintendenza – anche questa di San Gimignano appartiene a una produzione seriale. Si tratta di un’opera “colta” che presuppone i modelli della grande plastica del primo ellenismo con la reinterpretazione dell’ex-voto a fettuccia allungata di derivazione centro-italica, ancorato a forme della tradizione religiosa locale».

La statua, in ottimo stato di conservazione, si può ammirare ora al culmine di un itinerario espositivo, il cui titolo è il termine etrusco Hinthial, traducibile allo stesso tempo come “anima” e “sacro”. «L’incontro ravvicinato con l’Ombra – dicono i curatori Enrico Maria Giure e Jacopo Tabolli – vuole accompagnare il visitatore presso l’area di culto in un percorso rituale che richiama la gestualità e le percezioni dell’Offerente, un capolavoro che risorge dalla sua sepoltura e ci racconta le speranze, le preghiere, le offerte avvenute per più di cinque secoli in questo luogo che sorgeva in un’area di confine dei territori dell’antica Volterra in età ellenistica».

Catalogo Sillabe. Fino 31 maggio. —

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