La manifestazione
Antonacci: mi racconto in mezzo a gente comune
Arriva oggi il nuovo album “Chiaramente visibili dallo spazio” «Sono ancora il ragazzo di paese e sto con i piedi per terra»
Arriva oggi nei negozi “Chiaramente visibili dallo spazio”, quindicesimo album in studio di Biagio Antonacci. «Sono quattro parole che mi hanno aperto un mondo – dice il cantautore milanese, 56 anni, a proposito del titolo – siamo visibili dallo spazio perché controllati ogni giorno. Le nostre vite sono frequentate da satelliti e telecamere. Siamo sotto controllo, così abbiamo la responsabilità di fare cose belle».
Questo album nasce dalla voglia di raccontarsi e non da quella di dimostrare ancora qualcosa. «Ho fatto un disco suonato, con l’idea del cantautore un po’ più minimalista. Il mio obiettivo, da anni, – confessa – è un disco chitarra e voce. Sul podio della vita ci sono già salito, ora devo dimostrare qualcosa solo a me stesso – dice Antonacci – Ancora rispetto e vivo il sogno del ragazzo di Rozzano, il paese alle porte di Milano da cui arrivo, che voleva fare il primo disco. Mai ho pensato di farne 15 e continuare a creare interesse. Ho ancora gli occhi di quel ragazzino di Rozzano».
Occhi che riescono anche adesso a vedere la vita degli altri, quella reale, quotidiana, fatta di tanti aspetti e difficoltà. Lo racconta nel brano “Una brava persona” che analizza le difficoltà di una vita. «Faccio la vita di tutti, ho la fortuna di potermi svegliare tardi ma lo faccio ugualmente presto – spiega – vado al bar a fare colazione, vivo la vita. Vedo i tentativi di gioia e buona volontà. Vedo le difficoltà della gente. Vivo di informazioni reali. Io sono prima un uomo e poi un musicista. Arrivo dalla periferia – prosegue – conosco la fatica della vita. Ho lavorato in cantiere da geometra per 8 anni. Conosco il valore del denaro perché l’ho avuto dopo aver conosciuto la povertà. Mi sento un artista molto con i piedi per terra. Penso – conclude Antonacci – di essere uno che ha visto molte cose».
Questo “Chiaramente visibili dallo spazio”, un disco parzialmente registrato in America (dove è stata fotografata la copertina) a cui partecipano anche noti musicisti esteri, al momento non ha pianificato nessuna “vita” live. «Arrivo dall’esperienza con Laura Pausini – spiega Antonacci– Voglio capire se dopo un tour pop non è il caso di cambiare orizzonte e magari spingersi verso qualcosa di più teatrale».
Ad arricchire il disco c’è anche una sorta di “prefazione” scritta da Moni Ovadia, che si penserebbe lontano dal mondo di Antonacci. E invece non è così. «L’ho conosciuto tramite Incudine (l’artista folk siciliano presente nel precedente album ndr). Non ci conoscevamo bene, ma in una serata a cena ho scoperto una persona molto intelligente, un artista e un professionista di livello. Abbiamo sentito il nuovo disco insieme, gli è piaciuto – racconta Antonacci – mi ha chiesto di scriverci sopra qualcosa. La mattina dopo mi è arrivato questo scritto, in cui ha centrato perfettamente la mia visione del progetto». —
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