Italia
La verità secondo Banksy Più di cento opere in mostra a Palazzo Ducale
GENOVA. La verità da comunicare alla gente comune, “Il secondo principio di un artista chiamato Banksy” è il titolo e il tema al centro di una mostra ideata dall’associazione MetaMorfosi, da oggi al 29 marzo al Palazzo Ducale di Genova, per indagare l’artista visivo – o gruppo di artisti? – più anticonformista dell’epoca contemporanea.
L’anteprima del progetto culturale plasmato con il silenzio-assenso dello stesso Banksy è stata presentata ieri dai tre curatori: Gianluca Marziani, Stefano Antonelli e Acoris Andipa, insieme al presidente di MetaMorfosi Pietro Folena, la direttrice della Fondazione per la cultura Palazzo Ducale Serena Bortolucci e altri.
«Se vuoi dire qualcosa e vuoi che la gente ti ascolti, allora indossa una maschera. Se vuoi essere onesto, allora devi vivere una bugia»: è questo aforisma che accoglierà i visitatori all’ingresso della mostra riferito alla misteriosa identità dello street artist britannico.
Più di cento le opere e gli oggetti originali dell’artista esposti, dai dipinti a mano libera della primissima fase della sua carriera a numerosi stencil, dalla scultura “Mickey Snake” con Topolino inghiottito da un pitone ai poster da collezione.
«Una mostra scientifica, che dà prospettive, in un momento in cui Genova si interroga molto sulle periferie», evidenzia Bortolucci. «Banksy è un’artista interessato alla gente – commenta Andipa – la nostra è una mostra accademica, non è il circo che arriva in città». Antonelli ha ricordato come l’artista sia cresciuto sotto le influenze “no global” partite da Seattle fino a Genova 2001, denunciando attraverso le sue opere le ingiustizie e le contraddizioni del capitalismo. —
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