Italia
Al museo etnografico il fluire delle stagioni e di una vita che non c’è più
ROCCALBEGNA. Il rito della Focarazza dedicato a Santa Caterina d’Alessandria, lo racconta in modo scientifico e allo stesso tempo emozionato, il Museo etnografico della frazione di Roccalbegna che porta il nome stesso della Santa e che si affaccia sulla strada provinciale che si snoda verso Scansano. Realizzato dall’ingegno e dalla caparbietà del ricercatore e antropologo di Roccalbegna, Alessandro Giustarini, il museo etnografico di Santa Caterina, inaugurato nel 1987 e rinnovato nel 2005, parte del Sistema museale dell’Amiata e della rete Musei di Maremma, racconta la storia di una comunità contadina e artigiana dei tempi andati, esplorando i materiali e i documenti del ciclo della vita, di quello dell’anno e della religiosità popolare che ha al suo centro il rito dello “stollo” e della Focarazza. Sfilano fotografie e reperti curiosi che inquadrano i gesti, le attività lavorative, gli antichi mestieri, la vita nella casa, i costumi familiari, il rapporto stretto con l’ambiente. E nello scorrere del ciclo dell’anno, ecco i riti agrari, le feste, i canti itineranti di questua, le maggiolate, le befanate canore, i riti della settimana santa, feste primaverili e cerimoniali religiosi. Accanto agli strumenti del lavoro, ci sono anche quelli del gioco, che occhieggiano e ammiccano a un passato che ebbe una identità e una dignità esemplare. Antiche fionde di legno e gomma, bambole di stoffa, trottole, fischietti in terracotta. Un mondo perduto ma che ha lasciato segni e valori. Il museo, realizzato nella ex fucina di un fabbro ferraio, corredato anche da strumenti didattici e da testimonianze di memoria orale, che affiancano e completano la raccolta di oggetti originali, ha al suo centro il racconto della Focarazza. Troneggia, nel museo, lo “stollo” abbruciato dal fuoco della festa, e il racconto fotografico minuzioso e solenne del rito che attorno a quell’albero si celebra.
Al museo etnografico di Santa Caterina, aperto per le feste patronali, si effettuano visite guidate e laboratori didattici. Info: www.museidimaremma.it
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