Gioco
Ivano Fossati: «Per Mina esco dal mio ozio» Undici perle d’autore per la signora della voce
Venerdì arriva l’album più atteso dell’anno, il musicista genovese ha impiegato due anni di lavoro e di minuziosa scrittura
«Questo non è un mio disco, ma è pensato e realizzato in funzione di Mina. Solo lei poteva farmi uscire dal mio ozio. La mia decisione comunque non cambia». Così chiarisce Ivano Fossati – che quindi non torna in scena – a proposito di “Mina Fossati” l’album che uscirà venerdì e che vede il cantautore genovese (68 anni) e la cantante (79 anni) interagire in 11 brani tutti firmati da Fossati.
È un lavoro predestinato alla bellezza sin dall’idea primigenia: uno dei più grandi autori italiani unito alla grande voce di Mina, l’interprete per antonomasia della musica italiana. Il risultato non può che volare alto, e la realtà non delude le aspettative. Negli undici brani si gusta la bellezza della scrittura di Fossati, della voce di Mina e degli arrangiamenti firmati da Massimiliano Pani, il figlio di Mina, da anni accanto alla madre.
Per la prima volta i due si trovano a lavorare insieme sulla “lunga distanza”. Mai prima d’ora avevano realizzato un album comune, anche se Mina aveva già cantato Fossati e lui aveva fatto un cammeo in un disco della cantante. «C’è un antefatto – rivela Fossati – il progetto lo dovevamo fare nel 1997, però dal punto di vista discografico non andò nel verso giusto e non successe nulla. Poi lei due anni fa mi disse che pensava ancora di poterlo fare. Io – prosegue il cantautore – ero titubante, non volevo uscire dalla mia situazione. Quando l’ho spiegato a mia moglie lei ha detto che se dicevo no a Mina chiedeva il divorzio». Il risultato sono undici brani frutto di una minuziosa scrittura di Fossati, un lavoro di due anni. «Queste canzoni – ripete – sono scritte per noi. Nel farlo ho sentito fluire le idee, cosa che pensavo di aver perso negli anni di inattività. È un disco sul presente – prosegue Fossati – di questo parla. Mina non ama il passato. Si ragiona con lei di presente e soprattutto di futuro. In questo siamo uguali, non siamo inclini a pensare e parlare del passato. Non sono canzoni – conclude – che io avrei scritto pensando a me, ma sono qualcosa che lei mi ha ispirato a comporre».
“Mina Fossati” vive di due anime ben distinte, anche materialmente. C’è infatti un’ideale facciata A ed una B. La prima è fatta di canzoni intense, lente e presenta anche un paio di interessanti orchestrazioni, come nell’ottima “Luna Diamante”. L’ipotetico altro lato è più ritmato, brillante, sullo stile del singolo “Tex-Mex” già in programmazione. «Non volevamo un disco celebrativo, ingessato, con la grande orchestra – dice Massimiliano Pani arrangiatore e produttore – ci sono orchestrazioni minimaliste che in due brani necessitavano. Per il resto – prosegue – abbiamo lavorato per sottrazione e molto su colori e sfumature. Ivano ha scritto cose diverse, adattandole a sé o a Mina». Lo conferma anche lo stesso autore. «Ho pensato sempre che doveva cantare lei. Io uso note brevi e molte sillabe, lei note lunghe e meno sillabe. Quindi Mina vuole meno parole per esprimere un concetto. Questa – confessa – è una delle difficoltà perché ho scritto diversamente per me e per lei. Ho lavorato tre giorni e tre notti su un singolo brano per arrivare a renderlo adatto a Mina».
Nel disco alcuni brani sono prevalentemente interpretati da Mina, con piccoli interventi di Ivano, altri sono duetti ed in differenti occasioni le due voci si sovrappongono e si fondono. C’è dunque una grande responsabilità per Fossati: quella di confrontarsi con una delle migliori cantanti del mondo. «Cerchi solo di fare del tuo meglio – dice ridendo Fossati – Io tentavo sempre di migliorarmi dopo aver ascoltato le sue parti. Con lei spesso è buona la prima versione. In realtà – prosegue – è una grande musicista. Dietro ad ogni parola che canta c’è un grande pensiero, perché Mina non progetta, ma pensa. Come i grandi jazzisti». Massimiliano Pani aggiunge e spiega: «La forza di Mina è nel capire cosa serve al pezzo e adattare la sua voce. E ci becca sempre. Sa già cosa serve e non interpreta tutto uguale. Ogni pezzo lo canta come va cantato, dosa molto la voce, con grande lucidità – e aggiunge – Per entrambi contano le emozioni, non il gesto tecnico, il mostrare le proprie abilità. Questo – conclude Pani – è un disco di riferimento; non c’è niente di simile in questo momento».
Insomma, un altro pacchetto regalo da mettere sotto l’albero di Natale. —
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