Gioco
Livorno omaggia il grande Mozart In scena “Le nozze di Figaro”
Livorno, l’opera inaugura un nuovo progetto dedicato al compositore austriaco Appuntamento sabato 23 alle 20.30, con replica il giorno dopo alle 16
LIVORNO. Nella città di Mascagni arriva Mozart. Ed è un avvenimento. Per “Le nozze di Figaro” seconda opera della stagione lirica che va in scena sabato 23 novembre (ore 20,30) e domenica 24 (ore 16) al Goldoni si tratta di una prima per Livorno in epoca moderna. L’ultima volta è stata data due secoli fa, nel 1823, al teatro degli Avvalorati.
L'EVENTO
«Per noi è un evento storico – ha detto il direttore della Fondazione Goldoni Marco Leone alla presentazione dell’opera – La Livorno di inizio Ottocento era la città che aveva più teatri in Italia». Quest’opera inaugura un nuovo progetto dedicato a Mozart che lega i tre teatri di tradizione della Toscana, oltre a Livorno Pisa e Lucca che la presenteranno l’anno prossimo, e conferma il rapporto decennale con il Teatro Sociale di Rovigo. L’allestimento è lo stesso presentato a Rovigo l’anno scorso: regia, scene e costumi e light designer sono di Massimo Gasparon, allievo e collaboratore di un maestro come Pier Luigi Pizzi. Direttore d’orchestra e cantanti però sono tutti nuovi. In buca l’Orchestra della Toscana che sarà diretta da un direttore giovane e brillante come Jacopo Sipari di Pescasseroli, già conosciuto al Festival Pucciniano. Le voci sono tutte giovani e in ascesa e molte sono uscite dalle varie Opere Studio dei teatri toscani: i soprani Giulia De Blasis e Silvia Lee, Marta Mari e Marily Santoro, Salvatore Grigoli e Wellington Moura, Nicola Zaccardi e Matteo D'Apolito, Irene Molinari e Diana Turtoi, Davide Procaccini, Francesco Napoleoni, Mauro Secci, Gabriele D'Orazio. Due le livornesi in scena: Alessandra Rossi nel ruolo della governante Marcellina e Maria Salvini in quello di Barbarina. Il Coro Lirico Toscano è diretto da Chiara Mariani.
Alberto Paloscia, direttore artistico per la lirica del Goldoni ha ricordato come Livorno sia stata tra Sette e Ottocento "la culla del belcanto". «Agli Avvalorati – ha detto – si davano opere di Rossini, Donizetti, Bellini. E Mozart e al suo tempo Livorno è collegata in diversi modi: qui sono nati tre librettisti importantissimi come Ranieri de Calzabigi, Marco Coltellini e Giovanni De Gamerra che tradusse in italiano “Il Flauto Magico”, versione che abbiamo presentato alla Gran Guardia nel 1999. È qui si stabilì per qualche anno il figlio di Mozart che aprì con scarso successo un negozio di pianoforti». Tra inganni e travestimenti tre coppie mettono a nudo i segreti dell’amore nelle varie fasi della vita. Il regista ha sottolineato come in Mozart tutto sembri semplice e invece nasconde una grande profondità. «Sono rimasto molto impressionato – ha detto – della grande professionalità tecnica con cui si lavora al Goldoni. Qui le persone sono in numero minore rispetto a quelle di un grande teatro ma sono molto più coinvolte. Abbiamo potuto fare subito un grande lavoro».
BIGLIETTI E GUIDA ALL' ASCOLTO
Anche in occasione dell’opera “Le nozze di Figaro” ci sarà la guida all’ascolto condotta dal professor Daniele Salvini: lunedì 18 novembre alle 17 alla sala Mascagni del Goldoni. Ingresso libero. Valide anche per Mozart le facilitazioni per famiglie e under 25. Per due adulti con figli, ogni figlio paga 1 euro; gli under 25 pagano 12 euro. Per la replica della domenica (ore 16) posto unico a 25 euro.
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