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A Volterra con “Il Tirreno” a scoprire l’Ombra della Sera e i colori di Rosso Fiorentino

Luca Trambusti
A Volterra con “Il Tirreno” a scoprire l’Ombra della Sera e i colori di Rosso Fiorentino

Oggi i lettori iscritti alla nostra comunità sono in visita alla Pinacoteca della città e al museo Guarnacci,  scrigno dei tesori etruschi

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VOLTERRA. La Deposizione del Rosso Fiorentino, le opere di Ghirlandaio e Luca Signorelli. E un viaggio alla scoperta della storia degli etruschi in Toscana visitando le sale del museo Guarnacci. La Pinacoteca di Volterra e il Museo etrusco Guarnacci accolgono questa mattina (alle 10.30) un gruppo di lettori, iscritti alla comunità di Noi Tirreno.

Nello splendido palazzo rinascimentale Minucci Solaini, la pinacoteca ospita molte opere di pregio fra cui spicca la “Deposizione” del Rosso Fiorentino. Museo Guarnacci: uno dei più antichi musei pubblici d’Europa: nasce nel 1761 quando il nobile abate Mario Guarnacci dona il suo ingente patrimonio archeologico, raccolto in anni di ricerche e acquisti, al «pubblico della città di Volterra».

Alla visita sarà presente anche l’assessore comunale alla cultura, Dario Danti. «I musei di Volterra hanno già superato gli incassi e gli ingressi del 2018 con oltre 218.000 ingressi. Anche i visitatori unici sono uno dei dati migliori degli ultimi 20 anni, con oltre 105mila presenze. E ancora non è finito l’anno», spiega l’assessore, pronto a lanciare un “modello Volterra”, visto l’interesse che i musei stanno incontrando.

Il Palazzo Minucci Solaini, nella centralissima via dei Sarti, che ospita la Pinacoteca è tra i più singolari della città per le limpide e rigorose proporzioni del prospetto e per il mirabile equilibrio architettonico del cortile nonché per la varietà espressiva dell'impianto distributivo e decorativo dell'interno.

Come uno scrigno prezioso raccoglie tante opere. La perla della Pinacoteca è considerata la pala raffigurante la Deposizione dalla croce del Rosso Fiorentino, firmata e datata 1521.

Il Museo Guarnacci vanta fra i tanti reperti la bellissima e misteriosa Ombra della Sera, bronzo etrusco del III secolo a.C. La donazione del nobile Guarnacci, che comprendeva anche una biblioteca ricca di oltre 50.000 volumi- fu un atto di estrema lungimiranza in quanto, oltre a dotare la città di uno strumento culturale importantissimo, scongiurò il pericolo che l'ingente patrimonio accumulato si disperdesse.

La storia del popolo etrusco è narrata attraverso numerose opere. Caratterizza l'esposizione l’urna cineraria tipica di Volterra e del suo territorio: in essa venivano deposti i resti del defunto dopo il rito della cremazione, quasi esclusivo a Volterra. Essa ha esteriormente l'aspetto di un piccolo sarcofago con la cassa che funge da vero e proprio contenitore delle ceneri, e il coperchio.

Grazie alla disponibilità dell’amministrazione comunale e del direttore della Pinacoteca civica del comune di Volterra, presidente dell'Associazione Nazionale Archeologi e segretario della prestigiosa Accademia dei Sepolti, Alessandro Furiesi, i lettori del “Tirreno” potranno conoscere meglio questi due tesori. —

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