Sicurezza
Torna il “Trittico” di Puccini con la regia di Denis Krief
Coprodotto con il Giglio di Lucca e il Lirico di Cagliari, dal 15 al 23 novembre «Tre lavori molto diversi fra loro, uniti solo da... un cadavere»
Non capita spesso di vederle tutte insieme, una dopo l'altra, le tre opere che compongono il “Trittico” di Giacomo Puccini.
Un unicum nella storia del melodramma e più in generale del teatro lirico.
Al Maggio Fiorentino finora è successo solo tre volte. Adesso arriva la quarta.
Dal 15 novembre (repliche il 17, 20 e 23) quando “Il tabarro”, “Suor Angelica” e “Gianni Schicchi” prenderanno forma nel nuovo allestimento coprodotto insieme al Giglio di Lucca e al Lirico di Cagliari, sotto la direzione di Valerio Galli, con la regia di Denis Krief.
Una piccola impresa di questi tempi. Perchè per farlo, il “Trittico”, ci vogliono risorse che il Maggio non può permettersi.
Per Krief, che il repertorio pucciniano ama incondizionatamente, è una fortuna.
«Il miracolo economico è finito – dice – ma il teatro lo facciamo lo stesso».
In effetti si tratta di uno sforzo importante.
«Il Trittico rappresenta un grande impegno produttivo, per questo non è così frequente vederlo nei cartelloni, non solo italiani. Certo oggi la tecnologia, il video, la fotografia, scenograficamente ci vengono incontro. Ma bisogna tener presente che si tratta di tre atti unici, che non hanno niente a vedere l'uno con l'altro».
«Sono tre lavori molto diversi fra loro, sia sotto il profilo musicale che sul piano drammaturgico. L'unica cosa che li unisce è un cadavere. Che nel Tabarro vi farà piangere, in Suor Angelica ancora di più ma in Gianni Schicchi vi farà ridere».
Un delitto su una chiatta di Parigi, un suicidio in un convento nei pressi di Siena, un morto che parla nella Firenze del Trecento.
La prima idea per il “Trittico” era venuta a Puccini dopo la “Tosca”, suggerita forse dalla moda degli spettacoli del Grand-Guignol che offrivano in una serata tre lavori in forte contrasto fra loro: uno raccapricciante, uno tragico sentimentale e uno comico.
E fu proprio “Gianni Schicchi”, il briccone fiorentino citato da Dante nella Divina Commedia, ad ottenere un successo immediato, grazie anche alla brillantezza del libretto di Gioacchino Forzano che firmerà pure “Suor Angelica” mentre per il Tabarro il compositore si affiderà alla penna di Giuseppe Adami.
Il polittico di atti unici, battezzato poi come “Trittico”, fu tenuta a battesimo al Metropolitan di New York il 14 dicembre 1918. Denis Krief e il viareggino Valerio Galli (impostosi all’attenzione della critica internazionale nel 2007 con “Tosca” al festival di Torre del Lago) vantano sempre al Maggio un fortunato precedente pucciniano: “La rondine”. Tutte le recite sono dedicate alla memoria di Rolando Panerai, recentemente scomparso, che del “Gianni Schici” fu mirabile e insuperabile interprete. La prima rappresentazione del 15 novembre 2019 sarà trasmessa in diretta da Rai Radio 3
Per chi volesse maggiore in formazioni si possono trovare sul sito ufficiale del Maggio Fiorentino (www.maggiofiorentino.com). —
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