Il Tirreno

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Lavezzi e cinquant’anni di successi autore, produttore e cantautore in 3 Cd

Luca Trambusti
Lavezzi e cinquant’anni di successi autore, produttore e cantautore in 3 Cd

«Non mi sento un solista, non ho mai voluto esserlo. Sono nato con i Dik Dik, mi piace la condivisione»

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Da 50 anni Mario Lavezzi segna la musica leggera italiana. È dal 1969 con “Il Primo Giorno di Primavera” con i Dik Dik. Fu quel brano (preceduto dall’esperienza nei i Camaleonti) a dare il via alla carriera di un “music maker”, un artista che ha attraversato la scena italiana nelle vesti di autore, produttore e cantautore. Questo mezzo secolo Lavezzi l’ha raccolto in un cofanetto dal titolo (parafrasando uno dei successi) “...E La Vita Bussò - 50 anni di musica d’autore”. 3 Cd (più un vinile da 7” ed un libretto con tante foto in cui Lavezzi racconta le canzoni) suddivisi per le tre tipologie di attività (autore, produttore e cantautore). Sono 58 brani (versioni originali) che percorrono la sua storia.

«È un bilancio positivo - dice Lavezzi - Non ho rimpianti. Non mi sento un solista, non ho mai voluto esserlo. Sono nato in un gruppo, mi piace la condivisione. I dischi da solista li ho fatti quando avevo tempo e quando volevo divertirmi, senza ansia di classifica o di successo e con cose che mi piacessero. Alcuni sono pure andati bene». Erano comunque album dove spesso apparivano collaborazioni con tanti colleghi (come testimonia il cofanetto). La sua carriera si sviluppa come autore e produttore. «Il primo lavoro professionale da produttore - ricorda - è stato con Loredana Bertè. Con lei c’era anche un rapporto sentimentale. Sono stati due anni di idillio e tre di massacro. Loredana è un vulcano in tutto: ha grandi intuizioni, è innovatrice, molte sue cose sono attuali». Nel cofanetto appare anche un inedito: “Canti di sirene”, co firmato con Franco Califano. «Era il 2011. Io e Franco - racconta Lavezzi - ci siamo incontrati in un programma tv e mi ha fatto notare che non avevamo mai scritto insieme. Pochi giorni dopo mi ha mandato un testo. L’ho letto e mi sono ricordato di una melodia che avevo scritto tempo prima. Era perfetta; la canzone è nata immediatamente. Da allora ho cercato un’opportunità speciale per pubblicarla come singolo, per valorizzarla nel modo migliore. Questa era l’occasione giusta». Le “combinazioni speciali” in effetti nella carriera di Lavezzi sono numerose. Lo testimonia la storia di “Vita”, uno dei pezzi di punta del disco, duetto Dalla/Morandi. «È rimasta 6 anni nel cassetto. L’avevo proposta alla Mannoia che producevo, ma non era convinta che potesse essere un singolo. Lo stesso per Mina. Quando Dalla l’ha sentita ha subito pensato al duetto con Morandi ed in effetti è stato un successo». Lavezzi è tra gli autori che non scrive su “commissione”. Lui compone e poi aspetta “l’abbinamento” con l’interprete corretto. Ciò implica che il “cassetto degli inediti” sia pieno. «Ci saranno almeno una trentina di canzoni pronte” confessa. Nella sua attività Lavezzi ha collaborato con molte interpreti femminili: Bertè, Oxa, Mannoia, Vanoni e più recentemente con Amoroso ed Emma. «Questa non è una scelta personale - dice - Tutto è nato dalla “palestra Loredana”. Dopo quell’esperienza mi hanno chiamato i discografici per Oxa e poi Mannoia. Di sicuro c’era una capacità di lavorare con l’universo femminile. Mi piaceva questa cosa perché ho sempre intuito cosa volesse una donna. Con la Vanoni ancora oggi collaboro e tutto è iniziato nel ‘91». Lavezzi ha scritto anche per i giovani dei talent (partendo dallo Zecchino D’oro). Ecco cosa pensa della formula.

«Per una casa discografica il talent è una promozione ed una pubblicità già fatta da altri. Lanciare un giovane costa minimo 200.000 euro di promo. Questo ora viene “assorbito” da altri soggetti». Tuttavia apprezza anche le produzioni più recenti. «Mi piace Mengoni, Ultimo, Ferro, Jovanotti ed anche il rap, Salmo, Fabri. Il problema per loro è che oggi la musica è usa e getta, tutto si consuma velocemente. Mi spiace - conclude – che i giovani non possano avere le opportunità di crescita e di vendita che abbiamo avuto noi». —

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