Gioco
Re romantico nelle estati del boom economico
Se ne è andato «doce doce» Fred Bongusto e insieme a lui un altro pezzo dei ruggenti anni ‘60, quando tutto sembrava possibile, soprattutto nelle serate estive con il sottofondo della musica del crooner italiano che aveva scelto di chiamarsi Fred in onore del suo mito Buscaglione. Stagioni rimaste nell’immaginario, rese favola dal ricordo e dai luoghi che ancora esistono ma sono diventati altro. Capri, Ischia, Amalfi ma soprattutto la Versilia dove le estati non finivano mai.
Allora rimaneva l’eco della musica della Capannina e della Bussola, con le orchestrine che suonavano la musica dal vivo accompagnando Bongusto assieme a Adriano Celentano, Peppino di Capri. Due templi della vita notturna, un po’ balere un po’ night. Il locale, alle Focette di Marina di Pietrasanta, pochi chilometri da Viareggio, la Bussola, ospitava tutte le star del mondo, da Ray Charles a Ella Fitzgerald, Louis Armstrong, i Platters, Chet Baker. Tra gli italiani Renato Carosone e Bongusto, Pravo, Milva e Mina. E se Mina era regina incontrastata, il re era Bongusto che con la sua voce calda e graffiata incoraggiava i ragazzi a sussurrarsi parole dolci, come spiegò lui stesso in un’intervista. «Il bello era proprio lì, nella disperazione degli sguardi, nei sussurri, nella speranza che forse c’è un domani, che forse ci vogliamo bene».
Retorica e nostalgia aiutano il racconto di anni in cui l’orizzonte era radioso e raggiungibile. Il ballo della mattonella come mezzo di emancipazione sentimentale di una generazione. Il cantante confidenziale come un Cupido pronto a lanciare la sua freccia da “Una rotonda sul mare”. Una manciata di anni prima che tutto inizi a cambiare.
Una data di non ritorno è il del 31 dicembre 1968, quando al veglione de La Bussola irrompe il movimento studentesco legato a Potere Operaio per protestare contro l’ostentazione di ricchezza considerata schiaffo alla gente comune. Dovevano esibirsi Bongusto e Shirley Bassey. Ma la musica tace mentre si contano 14 feriti. Il resto è storia. E Fred continuerà a parlare d’amore e a fare innamorare anche se i tempi mitici stavano diventando inesorabilmente cinici. —
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