Sicurezza
Anne Frank e l’Olocausto, un docufilm per i giovani
MILANO. Avrebbe 90 anni oggi Anna Frank, coetanea quindi di Liliana Segre, che li compirà il prossimo settembre. O di Arianna Szorenyl, il cui nipote Lorenzo si è fatto tatuare sul braccio il numero di matricola impresso dai nazisti su quello della nonna, una delle 5 sopravvissute protagoniste del docufilm dedicato alla ragazzina diventata il simbolo dell’Olocausto.
Prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital, con Rai Cinema e con Anne Frank Fonds di Basilea e Piccolo Teatro, il film “Anne Frank – Vite parallele”, presentato a Milano da Gad Lerner, sarà nelle sale da lunedì a mercoledì prossimi. Quindi l’obiettivo è farlo girare nelle scuole, poi in tv.
Nel progetto è stata coinvolta l’attrice Helen Mirren che nel film legge i brani del diario di Anna. Ma a condurre il filo è una giovanissima attrice, Martina Gatti, nella parte di una ragazzina che va alla ricerca dei luoghi di Anna, vuole conoscere la storia di quella sua coetanea di oltre 70 anni fa, una specie di amica immaginaria come la Kitty destinataria del diario.
Dal campo di concentramento di Bergen-Belsen, fino al rifugio segreto ad Amsterdam (ricostruito nei minimi dettagli dagli scenografi del Piccolo Teatro di Milano) con il suo smartphone Martina scrive un diario digitale, fino ad arrivare parlare con 5 sopravvissute che raccontano la loro terribile esperienza.
«Viviamo in un periodo in cui non dobbiamo solo impegnarci a preservare la memoria di ciò che è successo ma anche preservare chi è stato testimone di quei fatti», ha detto Yves Kugelmann, responsabile dell’Anne Frank Fonds di Basilea. Contemporaneamente all’uscita del docufilm, nasce anche il profilo Instagram @CaraAnneFrank per consentire soprattutto ai più giovani di raccontare ed esprimere i loro pensieri sul tema della memoria. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google