Il Tirreno

buti: teatro “di bartolo” 

Marconcini porta in scena Jean Claude Grumberg

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BUTI. La Buti teatrale di Dario Marconcini fa prove di resistenza. E di necessità virtù. «Il nostro teatro – spiega Marconcini – aveva una stagione ricca di titoli, spesso anticipatrice di tendenze. Ora le nostre proposte si sono ridotte nel numero ma non abbiamo perso la nostra natura: è come se da affreschi e grandi tele ci fossimo raccolti su noi stessi e fossimo diventati dei miniaturisti, pittori su pagine di pergamena, senza perdere la precisione o la brillantezza dei colori, ma col rischio, nel tempo, di diventare ciechi forse per vedere meglio». Marconcini continua a vederci chiaro e perciò vale la pena andare a vedere, in scena da stasera a lunedì al Francesco di Bartolo, “La mamma sta tornando povero orfanello” di Jean Claude Grumberg, nome da noi poco noto, ma con all’attivo una trentina di opere teatrali, oltre che sceneggiatore (ha lavorato tra gli altri con Truffaut e Costa Gravas).

In scena, con lo stesso Marconcini, ci sono Giovanna Daddi e Emanuele Carucci Viterbi. «Grumberg – spiega Marconcini – è autore della più nobile tradizione ebraica dove la memoria e l’ironia si confondono senza derisioni e esagerazioni. Un autore che pur portando su di sé i segni della discriminazione, della solitudine e del dolore (il padre morì in un campo di sterminio) nei suoi scritti adotta uno stile delicato dove il passato è come rimosso, ma che inconsapevolmente, dalle domande, dalle nenie, dai ricordi, riaffiora tenero e spietato con un sorriso amaro». —

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