Il Tirreno

loro ciuffenna 

L’antico mulino ad acqua gira ancora e ci conduce in un viaggio nel tempo

Jeanne Perego
L’antico mulino ad acqua gira ancora e ci conduce in un viaggio nel tempo

Era già in funzione alla fine del ’200, un giovane mugnaio lo mantiene attivo grazie alla corrente del torrente

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Nel pittoresco borgo di Loro Ciuffenna, uno dei paesi più caratteristici di tutto il Valdarno Superiore, si può visitare quello che probabilmente è il più antico mulino ad acqua della Toscana ancora in funzione. Le sue macine lavorano grazie alla passione mai venuta meno del mugnaio Giuseppe Parigi e del figlio Fabrizio e alla forza dell’acqua del torrente Ciuffenna.

Le prime notizie del mulino, che ora è passato di proprietà ma che può essere ancora visitato contattando Fabrizio Parigi (tel. 339 8654040) risalgono alla fine del XIII secolo, quando in un documento notarile viene citata la struttura e la sua attività. Ma il mulino era in funzione certamente prima di quella data. In passato, infatti, lungo le sponde del Ciuffenna, da Rocca Ricciarda a Terranuova Bracciolini, erano attivi 20 mulini, ma già nel secondo dopoguerra, con lo spopolamento graduale delle campagne, solo sei erano ancora funzionanti. Ai nostri giorni solo questo mulino continua il suo lavoro di macinazione, prevalentemente di castagne, ma anche un po’ di granturco, grazie all’acqua della gora soprastante che da mille anni assicura l’energia per far girare i suoi ingranaggi di legno e quindi le sue macine in pietra.

La struttura è rimasta più o meno quella originaria, l’acqua che arriva dal torrente aziona una turbina in legno, una ruota orizzontale con 14 “cucchiai” situata nel seminterrato, che a sua volta fa lavorare un albero verticale che si inserisce nella mola superiore che muove ognuna delle tre pietre situate nell’ambiente principale del mulino che si sviluppa su tre piani. Originariamente le tre pietre erano dedicate alla macinazione di tre prodotti diversi: il grano, il granturco e le castagne. Anticamente l’importanza di un mulino stava proprio nel numero di macine presenti e nella quantità di lavorazioni che poteva effettuare contemporaneamente. Accanto alle tre macine si può vedere il buratto che consente la separazione della farina dai suoi derivati. Su una parete si apre una finestra che offre uno scorcio suggestivo sull’impetuosità del torrente.

Il mulino si raggiunge facilmente dalla piazza principale di Loro Ciuffenna, scendendo la via del Mulino. Ritornando dopo la visita dell’antica struttura, è un piacere perdersi nelle viuzze e nei vicoli del borgo a strapiombo sul torrente. Il lastricato, le architetture in pietra con numerosi archi e la calma che regna ovunque invitano a godersi quell’atmosfera che è andata perduta nella vita a scorrimento veloce del ventunesimo secolo. Passeggiando si può fare una sosta alla Chiesa di Santa Maria Assunta che conserva diverse opere interessanti tra cui un polittico quattrocentesco raffigurante la Madonna con Bambino e santi e alcuni affreschi frammentari tre-quattrocenteschi riferibili a Mariotto di Cristofano, cognato di Masaccio. —
 

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