Gioco
Al Museo del tessuto i costumi della Turandot prima del restauro
PRATO. Il Museo del Tessuto di Prato lunedì prossimo (11 novembre) alle ore 21, in occasione di un evento aperto alla cittadinanza, presenta i costumi indossati per la prima alla Scala della Turandot di Giacomo Puccini. Oltre a mostrare in anteprima assoluta i costumi prima del restauro, verrà presentato il progetto ai cittadini e saranno raccontate le vicende del ritrovamento. I costumi, appartenuti alla celebre soprano pratese Iva Pacetti, sono entrati recentemente nel patrimonio del Museo dopo decenni di oblio. . L’iniziativa prevede anche un contributo della Fondazione Puccini di Lucca su Puccini e la Turandot, una serie di intermezzi di musica e canto curati dall’associazione Perché Verdi Viva dedicati al vasto repertorio di Iva Pacetti e l’intervento dell’associazione Ex Allievi dell’Istituto Buzzi che dall’inizio ha abbracciato e supportato questo ambizioso progetto.
Per provvedere al restauro dei costumi il Museo del Tessuto ha lanciato la campagna di crowdfunding “Il Costume Ritrovato” – questo il nome della raccolta fondi reperibile sul portale Eppela all’indirizzo www. eppela. com/ilcostumeritrovato – avrà la durata di 40 giorni e mira a raccogliere 12. 000 euro. Una volta restaurati, i costumi saranno al centro di una grande mostra sulla Turandot di Puccini che la Fondazione Museo del Tessuto ha in programma per la primavera del 2020.
Era il 25 aprile 1926 quando alla Scala di Milano andava in scena per la prima volta l’ultimo capolavoro incompiuto del grande compositore toscano. I costumi furono realizzati dal celebre costumista del Teatro alla Scala, Luigi Sapelli, in arte Caramba. Nel corso del tempo, dei costumi di Turandot si perse ogni traccia. Fino a quando, inaspettatamente, al Museo del Tessuto è stato proposto il contenuto di un vecchio baule appartenuto alla soprano pratese Iva Pacetti. Al suo interno, vi erano parrucche, gioielli e abiti di scena, tra cui proprio i due costumi della prima della Turandot, ormai ritenuti perduti per sempre. —
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