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Livorno emozionata: la bambina in azzurro e le sue donne sinuose, apre la grande mostra su Modì
Si inaugura il maxi allestimento con le opere di Modigliani delle collezioni Netter e Alexandre. Fino al 16 febbraio al Museo della Città per i cent’anni dalla morte del pittore
LIVORNO. C’è una città in festa, emozionata per un evento che non è solo una mostra. È un atto di amore e di riconciliazione con il suo cittadino più illustre, Amedeo Modigliani, nel centenario della sua morte. È un inchino alla sua grande arte che lo pone sul podio dei grandi maestri del Novecento insieme a Picasso e Matisse. Colui nel quale, «il Rinascimento si unisce con l’avanguardia del Novecento». Un artista con una breve vita, tra l’altro segnata da droga, alcol e malattia, che si è trasformata in una leggenda. E con opere tra le più quotate al mondo e tra le più falsificate se si pensa che Modigliani dipinse poco più di 300 quadri mentre attualmente nel mondo ne girano più di mille. E non sono rari i sequestri (anche recenti) che vengono fatti anche a esposizione aperta.
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Oggi, giovedì 7, il Museo della Città a Livorno (in piazza del Luogo Pio, nel quartiere Venezia) apre le porte a un’esposizione che chiuderà il 16 febbraio e che si intitola “Modigliani e l’avventura di Montparnasse. Capolavori dalle collezioni Netter e Alexandre”. È organizzata dal Comune di Livorno, l’Istituto Restellini di Parigi con la partecipazione della Fondazione Livorno. È curata da Marc Restellini con il coordinamento di Sergio Risaliti. Simbolo della mostra è la “Fillette en bleu” ( “Bambina in blu”) una bambina dipinta con occhi pieni di luce, «quella luce – ha spiegato Simone Lenzi, assessore alla cultura del Comune di Livorno – che Modigliani conobbe a Livorno e che si portò anche a Parigi fino alla morte». Sono 133 le opere in mostra per un investimento fatto dall’amministrazione comunale di un milione e duecentomila euro (oltre ad altre spese accessorie). Di Modigliani ci sono 14 dipinti e 12 disegni raramente esposti al pubblico. Ed è nel settore allestito per il grande livornese che ruota il maggior interesse della mostra: ci sono i ritratti della moglie, Jeanne Hébuterne, tra l’altro giovanissima artista di talento che si uccise a 22 anni, poche ore dopo la morte del compagno per meningite tubercolare quando aveva appena 35 anni; Beatrice Hastings, scrittrice e giornalista che fu anche sua amante; Chaim Soutine suo amico e pittore lui stesso e Léopold Zborowski, mercante d’arte che aiutò sempre Modigliani nel periodo in cui il pittore rimase a Parigi.
Le altre opere in mostra sono di Chaim Soutine, Maurice Utrillo, Suzanne Valadon, Moise Kisling, Andre Derain e di altri rappresentanti della grande École de Paris. Tutti i pezzi esposti al Museo della Città sono appartenuti ai due collezionisti che hanno accompagnato e sostenuto sempre Amedeo (chiamato anche Dedo) nella sua vita: Paul Alexandre che lo ha aiutato durante i suoi ritorni a Livorno nel 1909 e 1913. Ma anche e soprattutto Jonas Netter che ha riunito, come esperto e collezionista, alcuni capolavori del giovane livornese.
«Amedeo Modigliani, Dedo, torna nella sua Livorno – spiega il sindaco Luca Salvetti – avrebbe voluto farlo in quel lontano 1920 in cui la vita lo ha lasciato. Lo aveva detto agli amici pittori, a Parigi in molti sapevano. Ma la sorte ha avuto altre mire. A 100 anni dalla morte siamo riusciti a far tornare l’anima di Dedo a Livorno, con le sue opere più belle che per quattro mesi troveranno dimora nel Museo della Città».
«Sto vivendo una grande emozione che segue quella indescrivibile a parole dell’istante nel quale hanno scartato il quadro della “Bambina in azzurro” appendendola al muro – così l’assessore Lenzi – Ero presente, con tanto di lacrime agli occhi. Quando si ha la fortuna di vedere Modigliani da vicino, si capisce la sua grandezza e il fatto che fosse una spanna sopra a tutti». È stato Lenzi che ha saputo intercettare uno spazio prezioso nell’agenda del professor Marc Restellini, il curatore della mostra, il quale ha spiegato nella presentazione che «riceve una richiesta di fare esposizioni ogni settimana e in Italia ha rifiutato qualsiasi proposta». Farà esposizioni a Vienna legando Modigliani a Picasso e in Messico in collegamento con Diego Rivera.
E conclude Restellini: «Qui a Livorno Modigliani ha sviluppato la sua capacità creativa e lo spiritualismo ebraico e qui a Livorno mi auguro che la storia, e non solo il mercato, possano approfittare di questa meravigliosa opportunità per dargli la giusta posizione nella storia dell’arte».
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