Il Tirreno

lucca comics & games 

Se il capitano Picard recita Shakespeare... Con Stewart alla scoperta dei nuovi Star Trek

Luigi Spinosi
Se il capitano Picard recita Shakespeare... Con Stewart alla scoperta dei nuovi Star Trek

Bagno di folla per l’attore britannico che ha presentato l’imminente serie tv che prosegue la saga dell’Enterprise

4 MINUTI DI LETTURA





«I know a bank where the wild thyme blows...»: no, non ha nemmeno avuto bisogno di truccarsi da Oberon. A Patrick Stewart è bastato alzarsi in piedi, e recitare nella sua lingua quel monologo tratto dal “Sogno di una notte di mezza estate”, per portare il Teatro del Giglio in una surreale quanto magica atmosfera: udire Shakespeare dalla voce di uno dei suoi più grandi interpreti davanti a un pubblico di amanti della fantascienza, molti dei quali con addosso le divise della flotta stellare di Star Trek.

Ma ancor prima di quel momento il pubblico era stato catturato dal grande attore britannico. Pubblico arrivato al Giglio soprattutto per incontrare il Capitano Picard, il comandante dell’Enterprise della serie Star Trek Next Generation, e per scoprire il seguito delle sue avventure nella galassia del 24° secolo nella serie che prenderà proprio il suo nome (“Star Trek: Picard”, disponibile dal 24 gennaio su Amazon Prime), ma che ha anche avuto l’opportunità di scoprire l’uomo che sta dietro quel personaggio.

Con Stewart, sul palco, anche Isa Briones, Santiago Cabrera, Michelle Hurd e Evan Evagora, gli altri protagonisti della serie che, a 25 anni di distanza da “Next Generation”, riporta sugli schermi la figura – ormai diventata iconica – di Jean-Luc Picard. A precederne l’arrivo anche un breve trailer della nuova serie. Serie sulla cui trama i protagonisti sono vincolati al massimo segreto, ma qualcosa si intuisce, tra le poche immagini viste e qualche aneddoto. La nuova serie riporterà Picard, ormai un ammiraglio in pensione che si dedica alla cura dei vigneti di famiglia in Francia, nello spazio.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.37823485:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.37823485:1652462636/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Sarà un mondo completamente diverso da quello che è ancora negli occhi e nel cuore degli appassionati di Next Generation, anche se da quella serie, oltre a Stewart, faranno la loro comparsa nel nuovo Star Trek tre dei suoi protagonisti, ossia Brent Spiner (Data), Marina Sirtis (Deanna) e Jonathan Frakes (William Riker). E proprio questa diversità ha convinto Stewart a diventare nuovamente il capitano Picard: «Sinceramente non volevo tornare a essere lui. Non perché non amassi il personaggio, anzi. Ma dopo 178 episodi e 4 film ero convinto di aver dato tutto con quel personaggio. Poi ho incontrato gli autori della nuova serie, e dopo aver chiesto e ottenuto un copione, ho chiesto loro quali fossero le differenze tra il vecchio Picard e il nuovo Picard». La risposta, corta è convincente, è stata «tantissimo».

E sì, come confermato anche dagli altri protagonisti sul palco, cresciuti da fan della serie e oggi immersi dentro la stessa, le differenze sono moltissime. Ma qualcosa che rimane c’è, il messaggio di umanità che caratterizza l’intera serie. E qui lo spirito politico di Stewart, che non ha mai nascosto le sue simpatie socialiste, è emerso: «Star Trek non è solo fantascienza, ma vuol parlare anche del mondo di oggi, e nel mondo di oggi c’è anche un gran casino. Ma tranquilli, non avremo con noi Boris Johnson o Donald Trump (della serie: c’è un limite anche al casino ndr). Però una cosa la voglio dire, sono profondamente indignato per l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa». Una divisione che fa a pugni col futuro disegnato da Star Trek, dove l’unità dei popoli non si limita nemmeno a un singolo pianeta, ma coinvolge una galassia. Commossi dall’affetto anche gli altri protagonisti del film («E non ci avete ancora visto recitare, questo la dice lunga sul significato di Star Trek»).

Poi Stewart ha raccontato questi suoi giorni toscani, dicendosi innamorato di questi luoghi. Ha parlato della sua visita a Pisa, della scoperta di Lucca, dove ha avuto due ciceroni: «Mia moglie era già stata qua, da sola, un paio di anni fa, per studiare l’arte di questa città, poi voglio ringraziare anche il nostro accompagnatore Carlo Puddu, anche per averci fatto conoscere qui a Lucca uno dei migliori ristoranti in cui sia mai stato, e a cui voglio fare un po’ di pubblicità, il Mecenate. Ma c’è un’altra cosa che voglio fare da quando sono salito sul palco di questo splendido teatro». Ed è lì che il capitano Picard si è trasformato in Oberon, facendolo venire giù quel teatro.

Poi il saluto col sindaco Alessandro Tambellini, con il presidente di Lucca Crea Mario Pardini e con il direttore Emanuele Vietina, prima di lasciare le sue impronte per la “Walk of fame” che la città dedicherà a chi, recitando, disegnando, creando, contribuisce ai nostri sogni. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web