Sicurezza
Un’immersione digitale nel surrealismo di Magritte
Fino al primo marzo la mostra virtuale sull’artista belga, fra immagini ad altissima definizione, proiezioni e musica
Le ultime frontiere dell’arte virano sul virtuale. In epoca di riproduzione, l’arte supera i confini della rappresentabilità dal vivo e inventa percorsi futuribili. Ideato da Crossmedia Group, con la regia di The Fake Factory, il nuovo protagonista di questo viaggio fantastico che mescola realtà e immaginario è René Magritte, l’artista belga icona del surrealismo, la cui pittura prende le mosse dalla spazialità metafisica di De Chirico e dal suo ricorso all’associazione imprevedibile di elementi per produrre straniamento e mistero.
Nata con la consulenza scientifica della Fondation Magritte di Bruxelles, si apre oggi a Firenze, in Santo Stefano al Ponte, la mostra “Inside Magritte”, percorso curato da Julie Waseige, che si configura come una monografia digitale e multisensoriale. Un itinerario in cui i protagonisti sono alcuni tra i quadri più rappresentativi della pittura del Novecento: tra uomini in bombetta che galleggiano nei cieli delle metropoli, corpi umani con la testa di pesce e l’ambigua pipa-non-pipa di un celebre titolo magrittiano, “Ceci n’est pas une pipe”, 35 minuti per lasciarsi trasportare nell’universo surrealista, con il suo linguaggio intenso ed evocativo.
«Illusione e allusione, coinvolgimento e emozione saranno gli strumenti per comprendere l’automatismo psichico puro teorizzato nel 1924 da Breton nel Manifesto del Surrealismo, il modo più diretto per entrare in empatia coll’enigmatico mondo di Magritte» spiegano gli organizzatori. Il flusso di immagini ad altissima definizione sarà il cuore della visita, mentre sulle architetture barocche di Santo Stefano prenderà vita l’universo pittorico dell’autore, suddiviso in capitoli che seguono le fasi della sua esperienza, dalla prime opere surrealiste al periodo post-bellico, passando per la Parigi degli anni ‘30. Una full immersion senza soluzione di continuità, dalle pareti al pavimento, cullata dalle musiche di Satie e Debussy.
Fino al primo marzo 2020. Biglietto 8/13 euro. —
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