Il Tirreno

Pisa, il rock e gli Anni Sessanta raccontati scatto dopo scatto

Amanda Fincatti
Pisa, il rock e gli Anni Sessanta raccontati scatto dopo scatto

È stata inaugurata a Palazzo Blu la mostra fotografica “Pisa gli anni ‘60. Il boom e il rock”, a cura di Giuseppe Meucci e Stefano Renzoni

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È stata inaugurata a Palazzo Blu la mostra fotografica “Pisa gli anni ‘60. Il boom e il rock”, a cura di Giuseppe Meucci e Stefano Renzoni. La mostra propone la visione di preziosi scatti appartenenti all’archivio dello storico fotoreporter pisano Luciano Frassi. Dopo Pisa e gli anni ‘50, la mostra allestita lo scorso anno, il percorso per immagini approda agli Anni Sessanta.

All’inaugurazione sono intervenuti il presidente della Fondazione Palazzo Blu Cosimo Bracci Torsi e lo storico e docente presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa Alberto Mario Banti.

Le immagini di Frassi allestite nella mostra illustrano i diversi angoli e i molteplici volti che compongono i panorami quotidiani della città di Pisa negli Anni Sessanta, un decennio segnato da un cambiamento di paradigma sotto molte prospettive. Affiancata alla mostra fotografica una selezione di copertine di vinili del genere rock con i principali nomi esplosi sullo scenario musicale di quel decennio, dai Beatles ai Pink Floyd e molti altri anc0ra.

«Luciano Frassi, un grandissimo fotografo, illustra aspetti della vita di Pisa degli Anni Sessanta - ha detto BNati - e insieme in mostra ci sono le più importanti copertine dei vinili della musica rock di quel decennio che illustrano un fenomeno importante che ha creato una controcultura di massa significativa. Si tratta quindi un contrappunto tra Pisa negli Anni Sessanta e un grande fenomeno come il rock di quegli stessi anni». Un periodo storico in più parti del mondo sono stati segnato da avvenimenti che hanno determinato un cambiamento epocale, specie nell’Occidente del dopoguerra. Un nuovo modo di vivere che ribaltava le vecchie abitudini assegnandole nuovi ritmi.

Del boom economico di quel periodo risentì anche PISa: dall’invasione motorizzata delle auto parcheggiate ovunque che circolavano senza regole nel centro storico, allo stimolo consumista avviato dall’economia che attrezzava il territorio di moderni supermercati e grandi magazzini. La città, registrata da Frassi, testimonia il cambiamento generazionale caratterizzato dalla rivoluzione dei costumi, ricordandoci dello scalpore che l’uso delle minigonne e dai famosi bikini in spiaggia suscitarono, alla rivoluzione sessuale alle quali seguirono le proteste in piazza. Gli occhi del fotografo hanno catturato anche i momenti più tristi di quel decennio, come l’alluvione del 4 novembre 1966 che dopo aver messo in ginocchio Firenze fece esondare l’Arno pisano. Dopo due mesi crollerà il Ponte Solferino e dopo tre cederà il piano stradale del Lungarno Pacinotti. Duri ricordi non sfuggiti a Frassi, come quello del drammatico rientro, nel 1961, dei corpi dei 13 avviatori della 46º Aerobrigata catturati e trucidati a Kindu dai ribelli della guerra civile nell’ex-Congo belga. Compaiono nei registri di Frassi i grandi temi della politica estera che riecheggiarono anche in città: la crisi di Cuba, la guerra in Vietnam, le manifestazioni in piazza del 1968. La mostra è visitabile fino al 19 aprile 2020. —


 

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