Il Tirreno

Porzioni segrete di vite con Paolo Di Paolo

Porzioni segrete di vite con Paolo Di Paolo

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«Un uomo che sta per diventare padre non lo riconosci da niente. Nessuno gli cede il posto, nessuno gli fa largo, nessuno suppone di doverlo proteggere o compatire». E invece, forse, un uomo che aspetta un figlio – e che spesso è più immaturo, impreparato, insensibile – andrebbe molto compatito. Almeno leggendo l’intenso “Lontano dagli occhi” (Feltrinelli, pp. 190) di Paolo Di Paolo, già fortunato autore di “Mandami tanta vita”. Con una scrittura attenta e senza sbavature, Di Paolo si inerpica nelle vite di tre coppie quando «il secolo sta consumando il suo ultimo quarto. Resta misterioso essere vivi proprio adesso, caduti nel tempo in modo da trovarsi ad avere chi ventinove, chi dicotto, chi ventisei anni nel 1983» (anno di nascita dell’autore). E sono queste le età dei protagonisti, che si muovono in una Roma di primavera e d’estate nella quale il narratore si fa segugio e drone: «Se ti sollevi da terra, se cerchi di stare dietro alle loro traiettore osservandoli dall’alto, come da un terrazzo che domina un quartiere, a un certo punto, comunque li perdi». Li perdi perché «c’è, per ogni giornata, una porzione ampia di minuti preclusa a chiunque e nota solo a noi, spesso del tutto irrilevante, in ogni caso segreta». E in quella porzione segreta viene in fondo custodita la realtà di chi siamo che nel caso di Di Paolo e dei suoi sei protagonisti coincide con l’attimo prima della maternità e della paternità, l’attimo in cui una «semplice firma su un foglio di carta può permettere di rilanciare i dadi, e rimettere in moto la fantasia del destino». —

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di Redazione web