Gioco
La grande regista dagli occhiali bianchi Hollywood festeggia Lina Wertmuller
Los Angeles: premiata con il premio Oscar alla carriera Con lei cineaste e star, da Greta Gerwing a Jane Campion
Greta Gerwig, la regista che potrebbe avere secondo i rumors la nomination agli Oscar per “Piccole Donne” e la regista australiana Jane Campion: sono loro, non a caso due donne, a consegnare al Ray Dolby Ballroom dell’Hollywood & Highland Center l’Oscar alla carriera a Lina Wertmuller nell’ambito del Governors Awards dell’Academy che premia anche David Lynch, Geena Davis e Wes Studi. Sul palco anche Sofia Coppola e Kathreen Bigelow.
«È un’emozione fortissima», ha ripetuto la regista romana, 91 compiuti il 14 agosto, preparandosi alla cerimonia per la quale il protocollo dell’Academy le ha richiesto anche prove tecniche per verificare che tutto potesse andare per il meglio. Un filmato ripercorre la sua lunga filmografia, fatta di film dai titoli lunghissimi – un marchio di fabbrica – e opere graffianti, ironiche, mai standard, sempre controcorrente. Proprio come lei, che nonostante l’età sembra sopraffatta, persino incredula, dall’affetto che la comunità del cinema di Los Angeles le sta tributando da giorni, in particolare dalle donne per cui il suo esempio, regista donna in un mondo maschile, è visto come fonte di ispirazione.
Glielo ha detto Jane Campion al ricevimento in onore di Lina (che fu nel ‘76 la prima donna candidata come regista) offerto da Marta De Laurentiis nella sua villa di Beverly Hills, presente tra gli altri a festeggiare la regista Ted Sarandos, gran capo di Netflix. Glielo ha ripetuto Mira Sorvino, tra gli ospiti della serata organizzata da Pascal Vicedomini al Dolby Theatre in cui è stato proposto, mai visto in America, il primo film che l’allora 35enne assistente di Federico Fellini girò nel ‘63 mostrando da subito il suo talento non convenzionale, “I basilischi”, ancora oggi godibile e persino divertente ritratto della gioventù tediata e immobile di un gruppo di giovani di Matera. Il caso vuole che uno dei protagonisti di quel film, insieme a Stefano Satta Flores, sia stato un allora molto giovane Antonio Petruzzi, poi diventato imprenditore e presidente dell’Istituto Capri nel mondo, presente all’evento. C’erano anche Pietro Scalia, lo sceneggiatore di “Green Book”, Nick Vallelonga, Mark Canton, Andrea Iervlino, la produttrice di Quentin Tarantino, Shannon Mcintosh.
«Mia madre è una persona umile – ha detto Maria Zulima, detta Maci, la figlia di Lina – tutta quest’accoglienza la emoziona» .
Valerio Ruiz, che ha girato qualche anno fa sulla Wertmuller il documentario “Dietro gli occhiali bianchi”, che viene proiettato al ricevimento degli Oscar, dice che anche la biografia, uscita per Mondadori nel 2012, è stata aggiornata «alla luce dei tanti premi e impegni di questi ultimi anni. Lina è instancabile, il lavoro è tanto per lei, continua a ripetere».
Dal 2012 c’è stata un’opera lirica, una piece a teatro, ha girato il documentario Rai su Gioacchino Rossini ed a Natale tornerà in teatro, all’Eliseo, per tutte le feste con “A che servono gli uomini?”, una commedia musicale scritta da Iaia Fiastri, con Nancy Brilli protagonista e le musiche originali di Giorgio Gaber . —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
