Il Tirreno

Torna la musica di Sambo: doppi sensi rock e una canzone sulla Terrazza

Dario Serpan
Torna la musica di Sambo: doppi sensi rock e una canzone sulla Terrazza

Livorno, il cantautore livornese e il nuovo disco Cose lette e non lette. «Ci chiediamo se stiamo interpretando bene ciò che si vive»

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LIVORNO. Un disco formato “live”, perché registrato per lo più in presa diretta in uno studio nelle campagne livornesi. È uscito l’11 ottobre “Cose lette e non lette”, nuovo capitolo del percorso solista di Nico Sambo, musicista e cantautore livornese che torna sulla scena a tre anni di distanza dal precedente album “Ognisogno”.

Doppi sensi ed equivoci, il dilemma dell’interpretazione della realtà si cala nell’atmosfera del nuovo disco, ma senza mai appesantire l’umore di un’opera molto rock che conferma l’assoluta indipendenza di Nico Sambo rispetto alle mode dell’odierno cantautorato indie pop e alle logiche di mercato, per farne nobile alfiere di uno stile che non asseconda altro se non l’istinto e la passione per la musica. Che, nel caso del musicista livornese, non è pane, ma sicuramente «qualcosa di irrinunciabile», dice lui, che si colloca accanto al lavoro e alla vita privata.

«A me piace coinvolgere altri musicisti – dice Nico Sambo – e ringrazio tutti quelli che hanno contribuito alla riuscita del disco. La presenza di Antonio Bardi si sente di più perché oltre ad aver suonato la chitarra in più brani, fa parte anche della formazione che suonerà dal vivo assieme a me, Valerio Fantozzi, Federico Melosi, Davide Morelli e Valerio Ianitto. La prima data sarà il 9 novembre al The Cage, poi il 15 novembre saremo a Roma». Sbocciato negli anni ’90 con i Pam, Nico Sambo cresce nella scena underground labronica e, oltre una parentesi con i Compact Moroboshi, si dedica dal 2010 al suo percorso solista, dimostrando la capacità di restare sempre credibile e interessante pur passando da un genere all’altro, dall’elettronica ai testi in inglese, fino all’approdo al cantautorato in italiano.

Alessandro Quaglierini (al basso) è l’altro componente della band che ha registrato un disco in cui non manca l’omaggio a Livorno nel brano “La Terrazza”: «È uno dei più visionari dell’album – afferma il cantautore - sia per suono che per liriche. C’è psichedelia, kraut, new wave e post rock. “La Terrazza” è la Terrazza Mascagni di Livorno, una scacchiera affacciata sul mare, un luogo bellissimo e fotografato. C’è una casa che guarda la Terrazza, che a sua volta guarda il mare coi suoi pescatori». La lettura della contemporaneità di Sambo in campo musicale si fa apprezzare perché non è mai la fotocopia di qualcos’altro. Sì, i riferimenti si sentono, per fare un nome Lucio Dalla, ma un disco di Nico Sambo va sempre oltre la sterile sovrapposizione. E non necessariamente è impegnato nella riflessione sui nostri tempi; semmai lascia spazio a chi sa trovarla.

La voce del verbo “leggere”, però ha il suo bel peso nell’economia del nuovo album, a cominciare dal titolo, “Cose lette e non lette”. Che significato ha? «Sono due in realtà – spiega Sambo -: da una parte la parola “leggere” intesa come “interpretare”, poiché i protagonisti della canzoni si trovano a chiedersi se stanno appunto interpretando correttamente o meno ciò che stanno vivendo; e poi il riferimento ad alcune letture che in qualche modo mi hanno ispirato nella composizione dei brani, o che hanno affinità con essi». Il disco, infatti, è intriso di citazioni - a richiamare le “cose lette” - di scrittori quali DeLillo (il personaggio di Sullivan in “Americana” che “abita nel cuore degli uomini”), Pynchon (la battigia che si rimbocca le coperte ne “L'incanto del lotto 49”) e gli eremiti di Antonio Moresco (“La lucina”) e Claudio Morandini (“Neve, cane, piede”). I dieci pezzi del disco (uscito per Cappuccino Records e registrato da Nicola Fantozzi) sono una successione di testi che raccontano situazioni sfocate, doppi sensi ed equivoci, grazie anche all’utilizzo di allegorie. Un valore aggiunto sono le collaborazioni, da Carlo Virzì a Dario Gentili, lo stesso Nicola Fantozzi e poi Antonio Bardi dei Virginiana Miller.

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